Migranti e senza fissa dimora, ennesima operazione di sgombero e trasferimento di persone che dormono all'addiaccio
Come era avvenuto già nella precedente operazione di sgombero risalente allo scorso dicembre, anche in questo caso gli accessi del magazzino interessato sono stati in seguito tutti sigillati per garantire la messa in sicurezza dell'area e impedire ulteriori intrusioni

TRIESTE. Ennesima operazione di sgombero migranti andata in scena questa mattina (giovedì 22 gennaio) al Porto Vecchio di Trieste.
Dalle 7 di mattina infatti le forze dell'ordine, coordinate dalla prefettura, hanno fatto irruzione nel fatiscente Magazzino 4 e controllato le adiacenze, coadiuvate dai vigili del fuoco, accompagnando all'esterno centinaia di persone richiedenti asilo e senza fissa dimora che sono state radunate sotto la pensilina nei pressi dell'ingresso dell'ex scalo asburgico.
Come era avvenuto già nella precedente operazione di sgombero risalente allo scorso dicembre, anche in questo caso gli accessi del magazzino interessato sono stati in seguito tutti sigillati per garantire la messa in sicurezza dell'area e impedire ulteriori intrusioni.
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Le operazioni di rintraccio e raduno sono durate circa un paio d'ore al termine delle quali le persone raggruppate per l'identificazione erano, secondo una stima approssimativa, circa duecento. Nei gazebo allestiti dalla protezione civile sotto la tettoia, sono state ricevute alcune persone riconducibili a categorie più fragili, tra cui donne con bambini, minori e famiglie, che per prime sono state fatte salire su un pullman attorno alle 9.45.
Secondo quanto dichiarato dalle forze dell'ordine si sarebbe trattato di circa una dozzina di persone che dovevano ancora essere fotosegnalate e che successivamente sarebbero state accolte in una struttura a Trieste. Nel complesso è previsto il trasferimento in altre regioni di almeno un centinaio di richiedenti asilo.
Il provvedimento giunge a seguito delle rigide temperature registrate nelle ultime settimane, che hanno determinato il ricovero in ospedale di diverse persone migranti che trovano un precario rifugio all'interno degli ambienti diroccati del Porto Vecchio, spesso esposti alle intemperie. Non va scordato inoltre che nella sola Trieste, a partire dal mese di dicembre, si sono verificati due decessi nella stessa area.












