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Trento
16 maggio | 17:05

No al Cpr a Trento, mille persone in corteo in città: "Luoghi disumani che non dovrebbero esistere, non è così che si risolve il problema della sicurezza"

Un migliaio le persone scese in strada per il corteo contro la realizzazione del Cpr a Trento. Il coordinamento: "Luoghi disumani che non dovrebbero esistere". Grosselli: "Vedere l'immigrazione come qualcosa di negativo quando invece è una grandissima opportunità per la nostra società e per la nostra economia è come vedere il mondo al contrario". L'assessora comunale Casonato: "Il Comune ha sempre ribadito che, di fronte ad un sistema di accoglienza che si sta smantellando, non possiamo credere che il Cpr sia una soluzione"

TRENTO. Sono circa un migliaio le persone che sono scese in strada per partecipare al corteo organizzato oggi, sabato 16 maggio, in città a Trento per manifestare contro la realizzazione del Cpr. La manifestazione, promossa dalle diverse realtà riunite nel Coordinamento Trentino-Alto Adige/Südtirol No Cpr, ha percorso le vie cittadine fino ad arrivare nell'area di Maso Visintainer dove, secondo il cronoprogramma, verrà realizzata la struttura che dovrebbe funzionare dalla primavera del 2027.

 

Molte le realtà aderenti tra sindacati (Cgil, Cisl, Uil), partiti del centrosinistra, e  varie associazioni tra cui Anpi, Acli, Libera, Assemblea Antirazzista, Argigay del Trentino, Aft e Giuristi democratici.

 

Tra i principali temi emersi e promossi dalla manifestazione naturalmente la contrarietà all’apertura del Cpr di Trento e la richiesta di un modello di accoglienza diffusa fondato su integrazione sociale e lavorativa, inclusione e tutela della dignità delle persone migranti. Ad essere richiesto è anche il superamento delle logiche securitarie, puntando invece su politiche capaci di favorire inserimento, apprendimento della lingua e radicamento sul territorio, riconoscendo il contributo degli stranieri allo sviluppo economico e civile del Trentino.


"Oggi sono le due province del Trentino a mobilitarsi contro la costruzione del Cpr a Trento: per noi sono dei luoghi disumani che non dovrebbero esistere. Abbiamo raccolto – spiega Stefano Bleggi del Coordinamento No Cpr – numerose adesioni per una manifestazione ampia e trasversale nelle vie della città anche per chiedere un'accoglienza dignitosa per tutte e tutti. Rifiutiamo in toto l'accordo tra Piantedosi e Fugatti: non è con i Cpr che si risolve il problema della sicurezza, concetto che va esteso a quello della sicurezza sociale. In Trentino si sta smantellando quanto di buono fatto negli anni: non sono quindi queste le politiche che chiediamo, vanno riviste le politiche sulla migrazione nazionale e quelle che vengono attuate sul nostro territorio".

 

Ad allargare lo sguardo sulla questione è anche il segretario generale della Cgil del Trentino Andrea Grosselli che sottolinea come "criminalizzare, gestire l'immigrazione come se fosse un problema sicuritario è il contrario di quello che una società aperta e liberale deve fare".

 

"Il tema sarebbe invece quello di gestire i flussi migratori in maniera più sensata e – prosegue Grosselli – laddove ci sono situazioni di persone che migrano in quanto perseguitate o provenienti da Paesi con regimi non democratici, l'unica risposta è l'accoglienza. Invece la logica applicata è che si pensa al Cpr come uno strumento di pressione securitaria nei confronti del fenomeno, ma l'effetto sarà il contrario causerà un paradosso: avremo più migranti perché il Cpr ne porterà da altri territori".

 

E poi uno sguardo sul tema del lavoro.

 

"C'è uno studio – prosegue – che spiega che il Trentino è l'area con il tasso più altro di vacancy lavorativa e le imprese non riescono spesso neppure a trovare candidati: un paradosso di un territorio che crea comunque posti di lavoro, seppur a bassa produttività e spesso evitati dai trentini. Avremo quindi la possibilità di dare dignità e integrazione ai migranti, costruendo percorsi di inserimento lavorativo: bisognerebbe dare loro una risposta reale e concreta, dandola di conseguenza anche all'economia locale. Vedere l'immigrazione come qualcosa di negativo quando invece è una grandissima opportunità per la nostra società e per la nostra economia è come vedere il mondo al contrario".


Presente alla manifestazione anche l'assessora alle politiche sociali del Comune di Trento Giulia Casonato. "Personalmente ritengo importante essere qui oggi – dichiara a il Dolomiti – ma anche il Comune ha sempre ribadito che, di fronte ad un sistema di accoglienza che si sta smantellando, non possiamo credere che il Cpr sia una soluzione e questo va ribadito".

 

E poi una riflessione sul rapporto Comune-Provincia sul tema della realizzazione del Cipr.

 

"In questo momento da un punto di vista amministrativo – conclude Casonato – il Comune non ha potere di intervenire nel merito: ci sono quindi inevitabilmente dei ragionamenti politici da fare e la pressione dei cittadini è importante per noi al fine di 'convincere' la Provincia del fatto che servirebbe tutt'altro rispetto ad un Cpr in città. Arriverà comunque a breve un consiglio comunale straordinario sul tema, siamo in attesa di una risposta da parte degli interlocutori d'ambito".

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