Omicidio di Strigno, i Ris di Parma in Trentino: dalla ferita alla testa alle estese macchie di sangue in tutto l'appartamento, indagini serrate
Intensa giornata di rilievi e approfondimenti per cercare di chiarire la terribile vicenda legata alla morte di Mauro Sbetta. Una persona riservata ma ben voluto, l'omicidio lascia una comunità spaventata e sotto shock

STRIGNO. Giornata intensa di indagini dei carabinieri per chiarire il giallo di Strigno e la morte di Mauro Sbetta, il 68enne trovato senza vita nel soggiorno della propria abitazione. Area blindata e in Trentino sono arrivati anche i Ris di Parma per ulteriori accertamenti e rilievi in attesa poi dei risultati dell'autopsia. La cittadina della Valsugana è sotto shock per la vicenda mentre gli interni della casa si presentano particolarmente duri con macchie di sangue molto estese e che sono visibili anche dall'esterno.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore, Davide Ognibene, sono ancora in corso con i Ris che setacciano la casa alla ricerca di ulteriori indizi anche con il luminol per ricostruire quanto potrebbe essere avvenuto nella cittadina. Il fascicolo per il momento è aperto contro ignoti e l'ipotesi di reato è di omicidio (Qui articolo).

Una comunità colpita dalla morte di Sbetta, una persona descritta come riservata ma ben voluta da tutti. Da qualche anno - dopo la morte del padre - viveva da solo in casa.
Il 68enne sarebbe stato visto per l'ultima volta sabato 10 gennaio, una chiacchierata con i compaesani al bar. Il cugino, preoccupato per l'assenza di notizie da qualche giorno, ha chiamato un conoscente impegnato in alcuni lavori di ristrutturazione in un cantiere poco lontano. L'operaio si è rivolto al vicino, insospettito dalle tapparelle abbassate e la porta chiusa. Così è partito l'allarme e l'intervento dei carabinieri della compagnia di Borgo Valsugana.

Le forze dell'ordine hanno recuperato la chiave da un conoscente e sono entrati nell'abitazione. La scena che si sono trovati davanti non ha lasciato dubbi: tracce di sangue estese dalla cantina, lungo il giroscale, fino al soggiorno. Lì il corpo privo di vita di Sbetta con una profonda ferita alla testa, segni di quella che sembra una colluttazione. Si cerca la possibile arma del delitto.
Tutti gli elementi che sono stati raccolti ora indicano la strada di un omicidio, anche se la causa della morte sarà confermata con l'esame autoptico disposto dalla Procura. Escluse altre ipotesi come l'incidente domestico. Oltre ai rilievi nell'abitazione, le indagini coinvolgono anche l'acquisizione delle immagini delle videocamere e la raccolta delle testimonianze dei vicini.
Vicini, preoccupati e sotto shock, per una vicenda dai contorni terribili. Una morte difficile da spiegare e violenta nel territorio del Comune di Castel Ivano. "Una persona riservata e colta", "Un uomo buono d'animo" e "Molto cordiale e gentile", le parole dei conoscenti tra dolore, stupore e paura.













