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| 03 marzo | 09:19

Operato al cuore muore pochi giorni dopo l'intervento: verifiche sul funzionamento del dispositivo medico

Nulla è stato imputato ai medici e gli accertamenti fatti immediatamente avrebbero escluso una loro responsabilità. Al centro delle verifiche, infatti, ci sarebbe il funzionamento del dispositivo medico e gli accertamenti hanno l'obiettivo di capire se erano presenti dei difetti

TRENTO. Morto dopo l'intervento al cuore. Sono cinque gli indagati a seguito del decesso di un anziano di 80 anni sottoposto ad un intervento di endoprotesi aortica fatto all'ospedale di Trento.

 

Si tratta di una tecnica mininvasiva endovascolare utilizzata per trattare aneurismi o lesioni dell'aorta ed in questo caso sarebbe stata preferita per evitare l'operazione a cuore aperto vista l'età del paziente e le diverse patologie di cui soffriva.

 

Nel corso dell'inserimento del dispositivo medico nel corpo dell'uomo, però, i medici avrebbero trovato delle criticità nel rilasciare la valvola aortica.

 

La decisione sarebbe stata quella, quindi, di intervenire con un'operazione a cuore aperto che è stata portata a termine senza ulteriori problematiche.

 

Dopo pochi giorni dall'intervento, però, l'uomo è deceduto. A segnalare il caso è stata la stessa azienda sanitaria che ha portato poi all'apertura di un fascicolo e alla disposizione di un esame autoptico per cercare di capire cosa è successo.

 

Nulla è stato imputato ai medici e gli accertamenti fatti immediatamente avrebbero escluso una loro responsabilità. Al centro delle verifiche, infatti, ci sarebbe il funzionamento del dispositivo medico e gli accertamenti in corso hanno come obiettivo di capire se erano presenti dei difetti.

 

L'esperto nominato dalla Procura, infatti, avrebbe confermato che il lavoro dei medici è stato fatto in maniera esatta. La questione, quindi, riguarderebbe il funzionamento del dispositivo medico nonostante il suo inserimento dovuto alla conformazione dell'aorta.

 

Sulla vicenda, per cercare di ricostruire in modo esatto quello che è successo, sono in corso le indagini. Al perito nominato dalla Procura sono stati chiesti ulteriori approfondimenti visto che le difese respingono l'ipotesi del difetto di produzione.

 

Gli indagati, intanto, sono cinque e sono i responsabili delle società che hanno prodotto, importato e distribuito il dispositivo.

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