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Belluno
08 ottobre | 15:43

Piani di emergenza per le 18 grandi dighe del Veneto: dalle manovre di scarico all'ipotetico collasso, digitalizzate le mappe delle aree potenzialmente allagabili

Ad annunciarlo è la Regione: “La pianificazione considera due differenti scenari: la propagazione di un'onda di piena conseguente alle manovre degli organi di scarico e l'ipotetico collasso dello sbarramento. Si tratta di scenari utilizzati per organizzare la risposta di Protezione civile e non della segnalazione di un pericolo in atto”

Foto da Wikipedia di Pdighe
Foto da Wikipedia di Pdighe
di Redazione

BELLUNO. Grandi dighe, digitalizzate in Veneto le mappe delle aree potenzialmente allagabili in caso di ondate di piena o collasso dello sbarramento. A comunicarlo è la Regione Veneto, che ha adottato le proposte dei Piani di emergenza relativi alle 18 grandi dighe presenti sul territorio regionale, avviando il percorso di consultazione pubblica previsto dalla normativa.

 

“I documenti – dice la Regione – costituiscono parte integrante della pianificazione regionale di Protezione civile e definiscono le procedure per l'allertamento, la salvaguardia, il soccorso e l'assistenza alla popolazione nei territori potenzialmente interessati”.

 

“Per tutte le 18 grandi dighe del Veneto – spiega l'assessora regionale alla Protezione civile, Elisa Venturini – abbiamo costruito una pianificazione che collega gli scenari alle azioni da mettere in campo. Sapere quali aree potrebbero essere coinvolte, come attivare gli enti e dove organizzare l'assistenza permette di preparare una risposta coordinata. È questo il compito della prevenzione: definire in anticipo responsabilità e procedure”.

 

Il lavoro, spiegano le autorità, ha compreso la digitalizzazione delle mappe delle aree potenzialmente allagabili, ricavate dagli studi dei gestori degli impianti – informazioni che sono state integrate con i documenti di Protezione civile delle singole dighe e con i piani dei Comuni interessati.

 

“La pianificazione – dice ancora la Regione Veneto – considera due differenti scenari: la propagazione di un'onda di piena conseguente alle manovre degli organi di scarico e l'ipotetico collasso dello sbarramento. Si tratta di scenari utilizzati per organizzare la risposta di Protezione civile e non della segnalazione di un pericolo in atto”.

In tutto le dighe coinvolte sono 17 in provincia di Belluno e una in provincia di Vicenza – la diga di Leda a Piovene Rocchette. La pianificazione interessa naturalmente anche i territori a valle potenzialmente interessati, con il raccordo tra prefetture, enti locali, strutture regionali, vigili del fuoco, gestori e altri soggetti del sistema di Protezione civile.

 

“I piani – spiegano le autorità – comprendono un modello generale di intervento, una scheda specifica per ciascuna diga e una scheda di gestione dell'emergenza, con l'individuazione degli elementi esposti, dei Centri operativi comunali e delle aree di emergenza. La Commissione integrata della Protezione civile regionale ha espresso parere favorevole all'unanimità. Dalla pubblicazione della deliberazione nel bollettino ufficiale della Regione decorreranno 30 giorni per la consultazione e la presentazione delle osservazioni. Le linee guida e le schede di gestione dell'emergenza saranno consultabili nella sezione Protezione civile del sito regionale. Le schede contenenti informazioni sensibili sulla sicurezza delle infrastrutture resteranno escluse dalla pubblicazione”.

 

“La partecipazione dei cittadini – conclude Venturini – e delle comunità locali è parte di questo percorso. La conoscenza del territorio può contribuire a migliorare la pianificazione, mentre la condivisione delle informazioni aiuta a rendere più efficace la preparazione delle comunità”.

 

Conclusa la consultazione e valutate le osservazioni, la Giunta procederà all’adozione definitiva della proposta, che sarà sottoposta al Consiglio regionale per l’approvazione, sentito il Consiglio delle Autonomie locali.

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