Portafogli gonfi tra le valli del turismo, meno nei masi: la mappa della ricchezza altoatesina parla di una provincia a due velocità
Mentre il reddito medio provinciale sfiora i 30mila euro, i centri turistici e l'asse del Brennero trainano l'economia locale. Restano invece più staccate le zone a vocazione agricola del Burgraviato e della Val Venosta

BOLZANO. L’Alto Adige si conferma una delle locomotive economiche d’Italia, piazzandosi sul secondo gradino del podio nazionale per quanto riguarda la ricchezza dichiarata.
Secondo l'analisi del Südtiroler Wirtschaftszeitung sui dati del Ministero dell'Economia, il reddito medio complessivo dei contribuenti altoatesini ha raggiunto i 29.850 euro.
Un valore che tiene la provincia di Bolzano stabilmente ai vertici, superata solo dalla Lombardia (30.200 euro) e nettamente davanti a regioni come l'Emilia-Romagna (28.080 euro) o il vicino Trentino, che si ferma a 27.250 euro.
Ma, grattando sotto la superficie di questa media dorata, emerge un Alto Adige a due velocità, dove la geografia e la vocazione economica disegnano distanze abissali tra i vari comuni.
A guidare la carica della ricchezza sono, non a caso, le località a forte trazione turistica e i centri produttivi. Selva di Val Gardena si prende la maglia gialla con un reddito medio dichiarato di 35.666 euro.
Subito dietro troviamo Falzes (34.864 euro) e Brunico (34.157 euro).
La soglia dei 33mila euro viene superata anche da realtà come Varna, Appiano, Bressanone, Corvara e Postal, a conferma di come il benessere sia concentrato lungo l'asse del Brennero e nelle vallate "nobili" del turismo invernale ed estivo.
Di contro, la parte bassa della classifica racconta un'altra storia.
I comuni periferici, soprattutto quelli a prevalenza agricola situati in Val Venosta e nel Burgraviato, mostrano redditi decisamente più contenuti.
Il divario non è solo statistico, ma si traduce in un carico fiscale molto diverso: se a Selva di Val Gardena un cittadino versa mediamente 9.068 euro di Irpef, a Martello — ultimo comune in graduatoria — la cifra scende drasticamente a 4.025 euro.
Una tendenza che accomuna gran parte dell'alta Val Venosta, con centri come Tubre, Sluderno e Senales che faticano a superare i 5.000 euro di versamenti medi.
In generale, la media provinciale dei versamenti Irpef si attesta a 6.975 euro per contribuente.
Nel complesso, i 371.606 contribuenti altoatesini hanno generato per le casse dello Stato (e della Provincia, vista l'autonomia finanziaria) un gettito totale di ben 2,59 miliardi di euro.
Numeri che certificano una tenuta economica invidiabile, pur confermando che vivere in vetta alle Dolomiti o in un maso della Venosta, portafoglio alla mano, non è esattamente la stessa cosa.












