Contenuto sponsorizzato
Belluno
07 maggio | 06:51

Salute mentale, aumentano le criticità sul territorio. L'allarme del Comitato e l'attacco: “Risposte deboli e inefficaci dalle strutture sociali, sanitarie e politiche”

A distanza di un mese dalla lettera inviata a Regione, sindaci, Ulss e rappresentanti politici per porre attenzione al tema della salute mentale (dopo l’ennesimo suicidio a Lamon), il Comitato feltrino per la salute pubblica - Giù le mani dalla sanità bellunese interviene nuovamente per sollecitare risposte, vista la costante crescita anche in provincia di Belluno dei casi di disturbi mentali

BELLUNO. “Dopo l'ultimo suicidio nel nostro territorio non potevamo non intervenire in una situazione che non è corretto definire di emergenza. Siamo infatti convinti che non sia corretto appellarsi ancora a questo concetto, che nasconde una risposta debole e inefficace da parte delle strutture sociali, sanitarie e politiche coinvolte”. A intervenire nuovamente sulla tutela della salute mentale è il Comitato feltrino per la salute pubblica - Giù le mani dalla sanità bellunese, a seguito del silenzio in risposta a una lettera sul tema inviata un mese fa agli enti locali dopo il ritrovamento del corpo di un uomo che si era tolto la vita nei pressi della diga di Ponte Serra, a Lamon: il terzo in due anni nello stesso luogo.

 

“Senza indugio il 7 aprile scorso - specifica infatti il Comitato - abbiamo scritto a Regione, sindaci, Ulss e rappresentanti politici per riportare alla responsabilità sull'applicazione di leggi e dettami etici sanciti come diritti inalienabili per il benessere del cittadino soggetto a problematiche di salute”.

 

Nella lettera sono riportati alcuni dati, riferiti al contesto europeo ma dai quali la situazione regionale e bellunese non si discosta: 1 persona su 6 soffre di disturbi mentali, 1 su 3 non riceve cure adeguate, 1 su 4 nei casi di psicosi non accede ai trattamenti formali e ogni anno un numero crescente di persone si toglie la vita, con aumento dei casi di disagio in particolare tra giovani e anziani. “Non può essere passato inosservato - scrive il Comitato - l’ennesimo episodio di suicidio a Ponte Serra, luogo scelto da più persone per porre fine alla propria vita (...). Questo episodio non può diventare un semplice numero che va ad alimentare la mortalità per suicidio, che nella provincia di Belluno è quasi il doppio rispetto alla media regionale: ogni 10mila abitanti si raggiunge il tasso del 12%, contro la media in Veneto di circa il 7%”.

 

Dati non supportati da adeguata assistenza, secondo il Comitato. Le cifre riportate nella missiva, infatti, attestano un +25% nel 2025 di prime visite psichiatriche, tuttavia “nel 2019 il reparto (di Pieve di Cadore) è stato chiuso. Non contenti, a metà 2021 si sospende il reparto di Feltre: 14 posti tolti alla collettività. Tutto questo per concentrare su Belluno i posti (da 14 a 16 con Pieve chiuso e poi a 20 con la sospensione di Feltre) con successivo avvicendarsi di psichiatri e personale, e nel silenzio di amministrazioni locali e politici”.

 

Il Comitato denuncia quindi come, nonostante l’aumento di richieste di interventi e di presa in carico di persone con disturbi o disagio mentale, i presidi sul territorio siano stati depotenziati e, a volte, soppressi. “Ma oltre alle critiche - aggiunge - ci siamo impegnati anche a dare dei suggerimenti, senza voler insegnare nulla a nessuno ma per dare ulteriori stimoli che nascono da situazioni vissute ed esperienze fatte da utenti e familiari”. Tra questi, l’istituzione di un tavolo permanente per la promozione della salute, l’implementazione del servizio psicologico nelle strutture pubbliche dal Consultorio all’ospedale, la ricerca di una risposta alla mancanza di personale dedicato, la realizzazione di adeguati spazi di degenza ospedaliera e maggiore attenzione alla specificità della montagna, un territorio spesso caratterizzato da maggiore solitudine per chi lo abita.

 

A rispondere alla comunicazione, tuttavia, è stato solo un sindaco, che ha assicurato di attenzionare la situazione, e c’è stata la disponibilità di un consigliere della V Commissione sanità e di un consigliere nominato in Regione Veneto. “Lungi da noi pensare che la salute dei cittadini non stia a cuore ai sindaci del nostro territorio - nota il Comitato - ma un cenno di risposta ci sta e ancor meglio l'espressione di voler ‘costruire’ un cambio di rotta a favore di una maggiore tutela della salute dei bellunesi. È infatti passato un mese da quando la missiva è stata inviata, perciò ci riproviamo rendendo partecipi gli organi di stampa e media affinché qualcosa si muova”.

 

“Intanto, vediamo che i giovani si mobilitano - conclude - come dimostra l’apprezzato lavoro della Consulta e l’esposizione fatta in Regione, con la consapevolezza che sempre più persone chiedono aiuto e hanno bisogno di attenzione, ascolto e strutture adeguate per affrontare i loro problemi”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 08 maggio | 11:28
L'allarme è stato lanciato dai volontari che si dedicano alla pulizia del verde in diverse zone della Vallagarina, comprese ovviamente le "roste" [...]
Cronaca
| 08 maggio | 10:59
Il camion procedeva a zig zag, intercettato dalla polizia locale: il conducente è risultato con un tasso alcolemico sei volte oltre il limite di [...]
Cronaca
| 08 maggio | 10:34
 I trasporti venivano effettuati dai corrieri utilizzando la rete autostradale e le compravendite di oro avvenivano in prossimità dei caselli [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato