Traffico, l'A4 e quel "collo di bottiglia" delle due corsie su un tratto da 25 chilometri: lavori al via alla fine dell'anno, un'altra estate di disagio in vista?
Il tratto ancora privo di terza corsia resta il principale collo di bottiglia dell’asse Trieste-Venezia, mentre i lavori attesi e i restringimenti in corso alimentano criticità e rischi per la circolazione. In tal senso il periodo estivo rischia di incidere ulteriormente dati gli esodi per le vacanze

TRIESTE. Si prevede un'altra estate rovente sul fronte traffico nelle autostrade del Nordest. In un quadro che vede ormai consolidata la tendenza delle famiglie italiane ad andare in vacanza sempre meno all'estero e rimanere entro i confini nazionali, incidendo pertanto sui flussi veicolari del paese, c'è un'arteria che puntualmente minaccia la sicurezza della viabilità tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto: è l'autostrada A4 nel tratto compreso tra Trieste e Venezia, un segmento autostradale collocato tra Portogruaro e San Donà di Piave massicciamente frequentato ma ancora sprovvisto di terza corsia.
Un vero e proprio collo di bottiglia, ormai non più in grado di sostenere una mole di traffico veicolare e commerciale che, nel complesso, già le tre corsie faticano talvolta a gestire in ambo le direzioni, nonché un possibile rischio sul fronte della sicurezza.
Per l'annuncio dell'inizio dei lavori che prevedono anche il completamento della terza corsia bisogna risalire all'agosto del 2025, cioè all'affidamento dei lavori alla ditta appaltatrice, occasione nella quale il commissario delegato per l’emergenza della mobilità della A4, nonché presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga aveva dichiarato lo stanziamento di quasi un miliardo di euro per il nuovo cantiere che dovrebbe prendere il via alla fine di quest'anno.
Nel frattempo il cambio al vertice della regione Veneto avvenuto alla fine dell'anno passato aveva portato il neo eletto presidente Alberto Stefani a esprimere soddisfazione, lo scorso febbraio, per il via libera ottenuto dal ministro Salvini a procedere coi lavori, e attraverso i canali ufficiali della regione aveva dichiarato: “Si tratta di 25 chilometri vitali per la sicurezza degli utenti – secondo Stefani - e per i flussi commerciali su gomma. L'augurio è che ora il vaglio da parte del Cipess sia veloce, pur nella necessaria rigorosità, e che i lavori possano partire al più presto. Con i 25 chilometri nel tratto veneto e i 12 in quello friulano, uno dei principali assi viari del nordest e di tutta Italia cambia faccia, perché avrà una straordinaria evoluzione con importanti ricadute per l’economia dell’intera area e, fatto non secondario, per la sicurezza dei viaggiatori”.
La speranza è che questa nuova programmazione non rimanga composta ancora una volta da proclami destinati a cadere in un nulla di fatto, ma che possa essere risolutiva per un problema per il quale da oltre dieci anni i residenti di ben due regioni attendono che venga terminato un collegamento che allo stato attuale mette a repentaglio sia la sicurezza veicolare che l'efficienza delle imprese. Sull'insostenibilità dell'attuale condizione del tratto autostradale era tornato nella medesima circostanza anche il governatore del Veneto, che aveva detto: “I dati sull’incidentalità in quel tratto autostradale parlano chiaro – ha convenuto Stefani - due corsie non sono più in grado di reggere in sicurezza il traffico, motivo per il quale il grande progresso di oggi va accolto con estrema soddisfazione”.
Anche se di minor impatto, continua tuttavia a gravare sulla circolazione il cantiere di rifacimento del tratto autostradale che si trova appena superato il casello del Lisert da Trieste in direzione Venezia, che da circa un anno comporta un ulteriore restringimento di carreggiata, il tutto all'avvio della stagione estiva.












