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Bolzano
23 febbraio | 13:28

Truffa telefonica in due passaggi ai danni di una donna: prima un sms, poi un finto carabiniere la videochiama su whatsapp e lei effettua un bonifico da 35mila euro

Il finto maresciallo dei carabinieri, le ha spiegato che era in corso un'indagine sul personale della banca dove la donna aveva il proprio conto corrente e ha preso informazioni sulla sua situazione finanziaria, giustificando il tutto per accertamenti d'indagine. L'ha invitata poi ad effettuare da 35mila euro, tutti i suoi risparmi, un bonifico su di un conto corrente. Fortunatamente la donna si è poi recata in Questura e ha denunciato, con gli agenti che hanno bloccato il bonifico e denunciato i due truffatori

Truffa telefonica in due passaggi ai danni di una donna: prima un sms

BOLZANO. Una truffa congeniata in più passaggi, prima con un sms per mettere in allarme la vittima, poi con la finta videochiamata da parte dei carabinieri e la richiesta di effettuare un bonifico istantaneo da 35mila euro per salvare i propri risparmi.

 

Il tempestivo intervento da parte della Polizia di Stato di Bolzano ha permesso di sventare una truffa ai danni di una donna, che nei giorni scorsi si è recata in Questura dopo essere stata raggirata.

 

Tutto è iniziato la mattina di mercoledì 18 febbraio, quando sullo smartphone della donna è arrivato un sms, apparentemente proveniente da una nota società pay tech, che offre anche soluzioni di pagamento digitale per banche, imprese, istituzioni e Pubblica amministrazione, nel quale veniva chiesta l'autorizzazione per procedere ad un bonifico da 1.130,65 euro, con l'invito a chiamare un numero di telefono (indicato nella comunicazione) se tale operazione non fosse stata effettivamente inoltrata dalla donna.

 

La signora, spaventata dalla comunicazione, ha contattato il numero di telefono indicato nell'sms (che è stato appurato appartiene ad uno dei truffatori) e l'operatore che le ha risposto, dopo averle chiesto se nell'arco della mattinata avesse effettuato dei pagamenti, alla risposta negativa l'ha invitata a riattaccare, spiegandole che sarebbe stata contattata immediatamente dai carabinieri.

 

Pochi minuti dopo, infatti, ha ricevuto una videochiamata su whatsapp: sullo schermo era impresso il logo dell'Arma anche se la telecamera non proiettava alcuna immagine. L'utenza è poi stato appurato che appartiene ad uno dei due indagati.

 

L'interlocutore si è qualificato con un maresciallo dei carabinieri, le ha spiegato che era in corso un'indagine sul personale della banca dove la donna aveva il proprio conto corrente e ha preso informazioni sulla sua situazione finanziaria, facendole domande piuttosto specifiche, giustificando il tutto per accertamenti d'indagine.

 

A quel punto il truffatore le ha fornito un iban dicendole che, per salvaguardare i suoi risparmi, avrebbe dovuto spostare l'intero importo su tale conto corrente, che era intestato ad un collaboratore della banca (in realtà appartiene ad uno dei due malviventi) per evitare truffe e, successivamente, dopo tutti gli accertamenti, la somma sarebbe stata riaccreditata.

 

La donna è stata dunque invitata ad effettuare un bonifico istantaneo con una causale credibile, con la raccomandazione di non rivelare nulla agli impiegati della banca, in quanto potevano essere complici. Spaventata e smarrita, la signora si è recata nella propria filiale e ha effettuato l'operazione, trasferendo 35mila euro sul conto di uno dei due truffatori.

 

Una volta rincasata le è venuto di dubbio di aver subito il raggiro e, a quel punto, accompagnata da un conoscente, si è recata in Questura: il personale della Squadra Mobile è si immediatamente attivata, scoprendo che il conto corrente era stato attivato on line. Gli agenti hanno immediatamente contattato l'istituto di credito e provveduto a congelare la somma di 29mila dei 35mila euro versati. Gli altri 6mila erano già stati prelevati dai truffatori.

 

Il conto corrente della donna è stato sequestrato in via preventiva e i due malviventi sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria con l'accusa di truffa aggravata.

 

La Polizia di Stato ritiene opportuno richiamare l’attenzione dei cittadini su alcune fondamentali misure di prevenzione da adottare contro le truffe. "Diffidare delle richieste urgenti di denaro o gioielli - scrive la Polizia in una nota ufficiale -: nessuna forza dell’ordine o autorità giudiziaria chiede telefonicamente la consegna di contanti o preziosi per risolvere presunti problemi giudiziari di familiari; non fornire dati personali o bancari al telefono: codici, password, numeri di carte di credito o coordinate bancarie non devono mai essere comunicati a sconosciuti; verificare sempre l’identità dell’interlocutore: in caso di telefonate sospette, riagganciare e contattare direttamente il numero ufficiale dell’ente o del familiare coinvolto; non aprire la porta a sconosciuti: anche se si qualificano come appartenenti alle forze dell’ordine o ad altri enti, è sempre possibile chiedere di mostrare il tesserino attraverso lo spioncino e contattare il numero unico di emergenza per verifica; coinvolgere familiari o vicini di fiducia: parlare con persone di riferimento prima di prendere qualsiasi decisione può evitare gravi conseguenze; segnalare immediatamente ogni tentativo di truffa: anche se non andato a buon fine, informare tempestivamente le forze dell’ordine aiuta a prevenire ulteriori episodi; le truffe fanno leva su emozioni come paura, urgenza e senso di protezione verso i propri cari. È fondamentale mantenere la calma e prendersi il tempo necessario per verificare ogni informazione ricevuta. La collaborazione dei cittadini rappresenta uno strumento essenziale per contrastare questi fenomeni: segnalare situazioni sospette e diffondere la consapevolezza, soprattutto tra le persone più vulnerabili, contribuisce a rafforzare la sicurezza dell’intera comunità".

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