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| 05 febbraio | 20:54

“Truffatrici armate in paese”, è una bufala che gira da 10 anni ma il Comune ci casca. Avviso rimosso dopo la segnalazione de il Dolomiti, il sindaco: “Errore in buona fede"

"Sono due donne con il tesserino dell'Asl: non aprite, sono armate", questo l'allarme del Comune rimosso dopo la verifica de il Dolomiti. Il sindaco Risatti: "Dopo la segnalazione ci siamo resi conto che si trattava di una storia vecchia e falsa. Errore fatto in buona fede ma al di là dell'episodio l'invito è sempre quello a non abbassare la guardia, perché i malintenzionati sono sempre dietro l'angolo"

LIMONE SUL GARDA. Molte persone cadono nelle truffe, ma talvolta bisogna stare attenti a non cadere nelle "bufale" delle finte truffe che circolano sui social e sugli smartphone e che diventano virali.

 

A "cascarci", nella giornata di giovedì 5 febbraio, è stato anche il Comune di Limone sul Garda che ha diramato il seguente avviso: "Due persone stanno girando per case e appartamenti con la scusa di misurare le polveri sottili: non aprite, sono armate. Sono due donne con tesserino dell'Asl, prestate attenzione e condividete la notizia".

 

Ma si trattava di una bufala che circola da oltre dieci anni e, dopo la segnalazione de il Dolomiti (che ha verificato la veridicità della notizia) al Comune, l'avviso è stato rimosso. A spiegare la situazione è direttamente il sindaco Franceschino Risatti.

"Dopo la vostra segnalazione - spiega il sindaco rivolgendosi a chi si scrive l'articolo - ci siamo resi conto che si trattava di una storia vecchia e falsa che è arrivata oggi sul nostro territorio abbiamo quindi rimosso l'avviso pubblicato in buona fede. Voglio però dire una cosa: sono stati vari gli episodi di truffe analoghe anche nei territori limitrofi e quindi è bene prestare attenzione. Al di là dell'episodio l'invito è sempre quello a non abbassare la guardia, perché i malintenzionati sono sempre dietro l'angolo ed è necessario tutelarsi".

 

Insomma, un errore fatto in buona fede, e corretto in breve tempo, soprattutto per tutelare la cittadinanza anche alla luce delle recenti segnalazioni di truffe avvenute in alcuni Comuni dell'entroterra gardesano bresciano.

Ma ripercorriamo in breve la storia della bufala riguardante la truffa.

 

Tutto era partito nel 2017 da Pomezia in seguito ad un incendio ad un impianto di stoccaggio di rifiuti, con i relativi messaggi d'allarme sulle finte misurazioni delle polveri sottili: poi, negli anni, come spesso capita a queste finte notizie, gli elementi sono cambiati e sono stati adattati più volte ai contesti.

 

Nel tempo era poi comparso l'elemento arrivato fino ad oggi, e più precisamente a Limone: il fatto che le due "truffatrici" fossero in possesso di un tesserino dell'Asl, con tanto di foto di una dipendente.

 

In quell'occasione era stata proprio l'Azienda Sanitaria locale a spiegare che nessuno dei suoi dipendenti era impegnato in questa attività, invitando le persone a non diffondere la falsa notizia.

 

A vicenda archiviata, non resta che una riflessione: passa il tempo ma la bufala continua a circolare, l'importante è non cascarci. Ma, va detto, neppure abbassare troppo l'attenzione dal momento che sono molti i tentativi di raggiro reali compiuti ogni giorno.

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