Vede il figlio di 4 anni cadere dalla terrazza: papà si lancia con lui per salvarlo
A raccontare la vicenda, avvenuta diverse settimane fa nel Pordenonese, è il primario di Pediatria e neonatologia dell'ospedale Santa Maria degli Angeli, Roberto Dall'Amico: quando ha visto il figlio di quattro anni correre sulla terrazza al secondo piano e poi cadere nel vuoto, dice, il padre si è lanciato sul bambino sapendo che sarebbe caduto anche lui. È riuscito ad afferrarlo e stringerlo a sé prima di finire sopra una vecchia utilitaria nel cortile di casa

PORDENONE. Vede il figlio di quattro anni correre sulla terrazza, al secondo piano, per poi cadere nel vuoto: il padre si getta con lui e lo salva, finendo poi sul tettuccio di una vecchia utilitaria parcheggiata nel cortile di casa.
L'episodio è avvenuto alcune settimane fa nel Pordenonese e a riportarlo è il primario di Pediatria e neonatologia dell'ospedale Santa Maria degli Angeli, Roberto Dall'Amico, con un post sui social.
Quando ha visto il piccolo correre sul terrazzo, spiega il medico, il padre si è reso conto che era troppo tardi per fermarlo: “Si è lanciato sul bambino – continua Dall'Amico – sapendo che sarebbe caduto anche lui. È riuscito ad afferrarlo e a stringerlo a sé prima di finire sopra la vecchia utilitaria”. I cui resti, tra l'altro, restano ancora oggi nel cortile di casa.
Il gesto istintivo si è rivelato provvidenziale, visto che entrambi “sono stati dimessi dall'ospedale il giorno dopo”, continua il direttore della Pediatria dell'Ospedale di Pordenone: “Non si sono fatti niente. L'utilitaria ci ha rimesso l'abitacolo, ma i due se la sono cavata con un grande spavento. Il papà non ci ha pensato due volte a salvare il bambino anche se questo poteva costargli molto caro. È una storia finita bene. Che racconta come i bambini richiedano mille attenzioni. Che serve anche fortuna per non farsi male”.
Ma soprattutto, continua: “E' la storia di un genitore capace di rischiare la vita per quella del figlio. È riuscito in una frazione di secondo a vincere uno dei riflessi più importanti che abbiamo per la nostra sopravvivenza. La paura che quello che stiamo per fare comporti dolore o metta a rischio la nostra vita. Esiste però una paura più grande che permette di agire con coraggio e determinazione. La paura di perdere un figlio. La paura che ha permesso a questo genitore di vincere la sua paura. La 'domanda' rimane sospesa dentro la mia testa mentre scrivo. Senza risposta. Quanti di noi avrebbero avuto il coraggio di comportarsi nello stesso modo?”.














