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Alto Garda, oltre 100 carabinieri per il blitz antidroga. Ecco come si è svolta l'operazione

Le indagini, partite la scorsa estate, si sono concluse nel blitz della scorsa notte. La fiorente attività di spaccio si sviluppava nella zona dei Sabbioni di Riva del Garda, in particolare nei pressi delle aree “Ex Colonia Miralago e Villino Campi”

Di Luca Andreazza - 07 dicembre 2016 - 13:20

ALTO GARDA. Il maxi blitz, iniziato la notte di martedì 6 dicembre nella Busa si è concluso all'alba con 6 arresti, 10 denunce a piede libero, 25 perquisizioni e 70 soggetti segnalati quali assuntori al Commissariato di Governo, 63 dei quali sarebbero minorenni con isolati di casi anche di 13enni e 300 grammi di sostanze stupefacenti (hashish, marijuana e cocaina) sequestrati.

 

Questo il risultato della vasta e complessa attività antidroga coordinata dai Militari di Riva del Garda e che ha visto l'impiego di circa 100 Carabinieri di tutto il Trentino, 4 unità cinofile e il supporto di commando dell'elicottero di Bolzano.

 

L'operazione si è svolta principalmente nel Basso Sarca, ramificandosi anche nelle zone di Val di Ledro, Comano Terme e Calavino. "Questa operazione è iniziata - spiega il Comandante Luca Volpi - nel corso dell'estate. Dopo alcune segnalazioni dei cittadini, abbiamo iniziato delle indagini di natura tecnica e tramite osservazione e pedinamenti. L'attività è stata coordinata dalla Procura di Rovereto e l'Autorità giudiziaria ha spiccato 7 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di noti personaggi della zona già conosciuti alle forze dell'ordine per reati specifici".

 

La fiorente attività di spaccio si sviluppava nella zona dei Sabbioni di Riva del Garda, in particolare nei pressi delle aree “Ex Colonia Miralago e Villino Campi”. "Le indagini - dice il capitano Marcello Capodiferro - hanno evidenziato un’attività di spaccio a cielo aperto. I maggiori acquirenti dello stupefacente sono risultati essere ragazzi minorenni, in grande misura del Basso Sarca, ma anche maggiorenni già noti alle Forze di Polizia quali assuntori abituali di Hashish e Marijuana".

 

Il modus operandi degli spacciatori era comune, ma questa attività non costituisce associazione a delinquere in quanto: "Non avevano contatti fra loro e ognuno operava per sé stesso. Le sostanze stupefacenti - continua il capitano - venivano sistematicamente nascoste in anfratti, cespugli e sugli alberi per essere spacciate all'occorrenza e consumate sul posto. In questo modo gli spacciatori evitavano i controlli su strada e quindi il rischio di vedersi sequestrata la sostanza oppure far partire le indagini".

 

 

I ragazzi, di qualsiasi età, si avvicinavano a quella zona nella consapevolezza di poter acquistare le sostanze a prezzi 'concorrenziali': 5 e 10 euro a dose. "La difficoltà maggiore - prosegue Capodiferro - degli uomini dell’Arma è stata proprio quella di osservare e controllare a debita distanza, senza essere notati, per non pregiudicare l’esito delle investigazioni. Non è stato inoltre possibile ricorrere alle intercettazioni telefoniche perché gli spacciatori non avevano contatti fra loro e acquisto e consmo avvenivano in loco. Scaltrezza, costanza e perseveranza hanno però consentito ai Militari di eseguire, nell'arco dei tre mesi di indagini, molteplici sequestri di sostanze stupefacenti e anche degli arresti che, uniti agli innumerevoli elementi e riscontri acquisiti, hanno consentito di chiudere con successo una delle più importanti e complesse attività antidroga condotte nel Basso Sarca".

 

Finiscono in manette M. F., marocchino di 36 anni, N. R. A. di 20 anni, M. P., pakistano di 23enne (arrestati e condotti in carcere a Spini di Gardolo in quanto senza fissa dimora), quindi K. Y., 19enne rivano di orgine marocchina, G. B. D. F. di 18 anni di Riva del Garda, E. M. R. di 32 anni (arrestati e condotti ai domiciliari), "Mentre un'altra persona - dice - è latitante in Ucraina e stiamo attivando i canali internazionali tramite Interpol".

 

"Ringraziamo i cittadini - conclude il comandante Luca Volpi - per le segnalazioni. La risposta non sempre è immediata, ma tutto viene preso in considerazione: i tempi delle indagini sono sempre più lunghi e non sempre si può dare riscontro immediato. L'approvvigionamento delle sostanze stupefacenti sono oggetto di approfondimento".

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