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"Amore mi manchi", pensionato abusa di una quindicenne con 'difficoltà di apprendimento', arrestato per pedofilia

I fatti risalgono a settembre scorso al lago di Levico. L'uomo è della Provincia di Treviso e si è servito anche del cane di piccola taglia per avvicinare la vittima. La polizia postale: "Centinaia di telefonate, circa 1.400 messaggi e alcune regalie quali ricariche telefoniche, bigiotteria e intimo"

Da sinistra Paolo Casagranda, Mauro Berti e Sergio Russo
Di Luca Andreazza - 24 March 2017 - 19:06

TRENTO. 'Amore mi manchi', 'fatti sentire' e 'ti aspetto', queste le frasi utilizzate da un pensionato over 60 della Provincia di Treviso per adescare una una quindicenne trentina con 'difficoltà di apprendimento'. L'uomo, sul quale pende già una condanna per adescamento nelle sue zone, è stato tradotto nel carcere di Verona con l'accusa di violenza sessuale aggravata e l'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip di Trento La Ganga su richiesta del Pm Davide Ognibene.

 

"I fatti risalgono a settembre scorso - spiega Sergio Russo, dirigente della polizia postale di Trento - quando l'uomo in gita nei pressi del lago di Levico ha avvicinato la giovane, utilizzando come esca un cagnolino di piccola taglia piccola per conquistare la sua fiducia e instaurare così un legame confidenziale".

 

L'uomo, la cui identità non è stata comunicata dalle forze dell'ordine per proteggere i suoi famigliari, già in quella prima occasione è riuscito ad appartarsi con la quindicenne su una panchina, eludendo il controllo dei genitori, per creare un momento di intimità e scambiare alcune effusioni come baci e carezze.

 

"Dopo questo primo incontro - continua il dirigente - il pensionato inizia a perseguitare la ragazzina attraverso centinaia di telefonate, circa 1.400 messaggi e alcune regalie quali ricariche telefoniche, bigiotteria e intimo: segnale di un rapporto deviato e una sudditanza psicologica e la falsa convinzione da parte della fragile vittima di essere amata". Insistenza e attenzioni che hanno convinto la quindicenne a incontrare l'uomo una seconda volta, circa venti giorni dopo, sempre al lago. "In questa occasione - commenta - ci sono state altre effusioni, senza fortunatamente consumare un rapporto sessuale completo".

 

Questa situazione ha comportato però delle modifiche comportamentali nella ragazzina che sono state notate dai genitori, "che - dice Russo - dopo aver controllato il cellulare, hanno avvisato tempestivamente le forze dell'ordine, che hanno interrotto questo collegamento pedofilo".

 

La polizia ha iniziato così un'intensa indagine investigativa: "Abbiamo effettuato diversi servizi sui luoghi - riferisce Paolo Casagranda, sostituto commissario - trovando così fondamento sui dettagli raccolti preliminarmente. Subito dopo abbiamo iniziato la fase tecnica che ha avvalorato il quadro complessivo".

 

Gli elementi indiziari sono stati ricostruiti tramite il supporto tecnologico e sopralluoghi sul campo: "L'analisi delle celle, dei tabulati e dei luoghi - conclude Mauro Berti, sovrintendente capo - ci ha permesso di definire con estrema precisione tempi, modi e viaggi, oltre all'evidenza che la scelta della località da parte del pensionato è mirata per la profonda conoscenza del lago e non casuale". 

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