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"Avvocato, taccia. Qui non siamo a Palermo", il caso arriva al Csm, la Camera penale di Trento: "Dispiaciuti per quanto accaduto, ma diritto di difesa va tutelato"

"Toni inaccettabili, di matrice razzista", anche la Procura di Palermo apre un fascicolo. Il sindaco Leoluca Orlando: "Saremo felici di ospitare il giudice Carlo Ancona nel 2018, quando Palermo sarà capitale della cultura"

Di Luca Pianesi - 22 settembre 2017 - 12:15

TRENTO. Assenza di un qualsivoglia intento discriminatorio o di attacco nei confronti della città di Palermo e della sua avvocatura. Questa la posizione del direttivo della Camera Penale di Trento e Rovereto sulla frase pronunciata martedì scorso dal giudice Carlo Ancona all'avvocato Stefano Giordano (figlio del presidente del Maxiprocesso di Palermo Alfonso Giordano): "Avvocato, lei taccia, perché qua siamo in un posto civile, non siamo a Palermo". E' stato lo stesso avvocato a denunciare immediatamente l'accaduto ed è così che la frase pronunciata dal magistrato 'trentino' (ma abruzzese di nascita, quindi sembra davvero una forzatura parlare di razzismo nei confronti del Sud ma tant'è) approderà al Consiglio superiore della magistratura visto che Piergiorio Morosini, componente togato del Csm, ha chiesto l'apertura di una pratica specificando che i 'toni' sono stati "inaccettabili, di matrice razzista" (richiesta sottoscritta anche da altri componenti: Antonello Ardituro, Ercole Aprile, Luca Forteleoni e Saro Spina). E anche l'Ordine degli avvocati Palermo aprirà un fascicolo sulla questione, mentre il ministro della Giustizia Orlando, ha disposto che l’ispettorato chieda al procuratore generale una relazione su quanto denunciato.

 

Il magistrato Ancona a il Dolomiti aveva già spiegato che non v'era alcun intento di offendere la città di Palermo, quanto di bloccare "il comportamento scorretto dell'avvocato. Toni fuori dal contesto e una sobrietà non proprio asburgica, al quale noi siamo sicuramente più abituati, mi ha portato a zittire l'avvocato in questo modo" (Qui articolo). 

 

Sulla questione è arrivata la presa di posizione del direttivo della Camera Penale di Trento e Rovereto: "Prendiamo atto, dalla lettura della stampa locale e nazionale, nonché da tutti i media, che un Giudice del Tribunale del Riesame di Trento, nel corso di un'udienza, avrebbe pronunciato nei confronti dell’avvocato Stefano Giordano del Foro di Palermo, la frase “Avvocato lei taccia, perché qui siamo in un posto civile, non siamo a Palermo”. Tale affermazione deve certamente essere contestualizzata nella dinamica processuale, sovente caratterizzata da forti tensioni. Ciò nonostante, riteniamo non accettabile questa, come ogni altra condotta che possa alterare i delicati equilibri della dialettica nel processo".

 
"Manifestiamo il nostro dispiacere per quanto accaduto, soprattutto conoscendo lo spessore culturale e giuridico del Magistrato, nonché la sua sempre dimostrata equidistanza tra accusa e difesa, che ci fanno ritenere l’assenza, nell’esternazione del Giudice, di un qualsivoglia intento discriminatorio o di attacco nei confronti della città di Palermo e della sua Avvocatura. Quanto sopra senza voler sminuire l’episodio e ribadendo la necessità di tutela del diritto inviolabile della difesa, patrimonio di ogni legale".

 
"Esprimiamo la nostra solidarietà al Collega ed alla consorella Camera Penale di Palermo, confermando l’impegno della Camera Penale di Trento e Rovereto 'Michele Pompermaier' a sempre garantire ogni iniziativa a tutela della più ampia espressione della difesa nel processo penale". 

 

Vicenda che assume anche i contorni politici: "Saremo felici di ospitare il giudice Carlo Ancona nel 2018, quando Palermo sarà capitale della cultura", commenta il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che smorza la polemica.

 

“Parole orribili per una persona che, per il ruolo che ricopre, dovrebbe essere super partes - aggiunge Confintesa -. Invece constatiamo pregiudizi che possono, e sicuramente sono, condizionanti anche a livello professionale. Chiediamo urgentemente riscontro al presidente dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, avvocato Greco, che si faccia portavoce presso il Csm per chiedere la sospensione per il giudice Carlo Ancona. La frase incriminata è offensiva e razzista per tutto il popolo siculo”.

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