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Chiave elettronica per i rifiuti in Valsugana, l'Amnu: "Costerà 7 euro all'anno a utente"

Lo ha deciso la conferenza dei sindaci. Oss Emer: "Costa poco più di una birra media". Del Bianco (M5S di Levico): "Non è una questione di soldi ma di principio. Premiamo i cittadini con nuove tasse? Abbiamo già raccolto 300 firme per recedere. Cosa accadrà ai turisti? E il porta a porta?". Ecco le risposte di Amnu

Di Luca Pianesi - 05 ottobre 2016 - 18:56

PERGINE. Sarà di circa 7 euro l'anno la spesa prevista da Amnu per ogni utente per lo smaltimento degli imballaggi leggeri con il nuovo metodo delle calotte con chiave elettronica. Lo ha deciso ieri sera la conferenza dei sindaci soci dell'azienda che opera in Alta Valsugana. Una tariffa, insomma, non superiore agli 0,5 centesimi al litro, pari a 15 centesimi a conferimento. “Poco più di una birra media” ha commentato il sindaco di Pergine Roberto Oss Emer. “Si tratta di una imputazione corretta ai costi di smaltimento derivanti dalle varie tipologie di residuo” ribadisce il Presidente di Amnu Alessandro Dolfi, che esclude possa trattarsi di una ulteriore tassa ai danni dei cittadini.

 

Tali costi sono infatti attualmente coperti dalle tariffe sullo smaltimento del secco residuo: è questo tuttavia un sistema che non premia completamente chi produce una minore quantità del residuo stesso. “La tariffa per lo smaltimento della plastica – aggiunge Dolfi -, della quale può essere valorizzata solo una piccola percentuale correlata con la qualità del materiale conferito, è stata pensata anche per innescare un meccanismo virtuoso di minor produzione di questa tipologia di rifiuto”. Come già segnalato in occasione dell’annuncio dell’introduzione della nuova pratica, spiega ancora Amnu, per lo smaltimento degli imballaggi leggeri, la quantificazione esatta della tariffa che entrerà in vigore con il 2017 sarà comunque definita con precisione entro la fine dell'anno in corso. Ma le proteste non si placano su questo discusso provvedimento.

 

"Per noi resta una riforma calata dall'alto - spiega il consigliere comunale di Levico del Movimento 5 Stelle Maurizio Dal Bianco - e per questo stiamo raccogliendo le firme per recedere da questa tassa. E ne stiamo raccogliendo tantissime, in maniera trasversale. Siamo arrivati a quasi 300 firme in poco meno di una settimana. Non importa se si vanno a pagare 10 euro all'anno, o di più o di meno. Non discutiamo la somma. Discutiamo il fatto stesso di dover pagare un'ulteriore tassa. I cittadini fanno vincere il premio di 'Comune Riciclone' ai nostri paesi, alle nostre città (lo hanno vinto più volte sia Levico che Pergine ndr), Amnu fa segnare utili per oltre 300 mila euro che vengono ridistribuiti tra i soci e agli abitanti si chiedono ancora soldi? Non mi pare che ci sia molta coerenza. La nostra proposta è di passare al porta a porta, che responsabilizzerebbe il cittadino e creerebbe veri posti di lavoro. E comunque chiediamo che i cittadini vengano coinvolti in certi processi decisionali importanti come quello che ha portato alla scelta di adottare le calotte con chiave elettronica. Tra l'altro - conclude Dal Bianco - qualcuno si è posto il problema di capire si farà a Natale con i mercatini? I nostri cittadini avranno pure la chiavetta elettronica per buttare gli imballaggi leggeri, ma i turisti?".

 

Un dubbio più che legittimo visto che è la stessa Amnu a spiegare che "il conferimento nei cassonetti in uso per la raccolta stradale sarà possibile solo mediante una chiave elettronica analoga a quella per il secco residuo già in uso: sono oltre 5mila gli utenti che in pochi giorni hanno voluto ritirare la propria presso gli sportelli dell’azienda".

 

E per quanto riguarda il porta a porta proposto da Dal Bianco? "Non è al vaglio alcuna ipotesi circa l’introduzione di un servizio di raccolta alternativo alla soluzione individuata - prosegue la società per azioni -. L’adozione di un sistema di raccolta porta a porta, da alcuni invocato, è stata già presa in considerazione e poi scartata da Amnu e dalle municipalità coinvolte per almeno tre ordini di ragioni: perché è più costosa (in termini di gestione e dunque di tariffazione), perché comporta più fastidi per l’utente, costretto a stare ai tempi del calendario dei prelievi, perché impatta fortemente sull’ambiente urbano in un territorio che ha nel turismo una grossa fonte di sostentamento. Si precisa che la novità introdotta non comporterà, nel medio come pure nel breve periodo, un aggravio del trattamento economico: a conti fatti, i costi attribuiti al servizio globale - benché diversamente declinati - saranno infatti i medesimi. Resteranno dunque tra i più competitivi dell’intero territorio provinciale. I cittadini serviti da Amnu infatti, oltre ad essere coloro che godono della tariffa più bassa fra tutte quelle prese in considerazione nelle altre zone del Trentino,  hanno ricevuto importanti riconoscimenti a livello nazionale per l’alto livello di professionalità della gestione e per la coscienziosità della popolazione che ha seguito Amnu nelle proprie scelte lungimiranti".

 

"Il 40% delle impurità - conclude Amnu -riscontrate tra gli imballaggi leggeri comporta alla società, dunque alla comunità, costi pari a circa 130mila euro all’anno da imputare certamente a coloro che maggiormente ne producono. La migliore differenziazione non è che una tappa del cammino verso la riduzione della produzione dei rifiuti, ed è dovere di chi amministra e gestisce il bene comune innescare e promuovere un cambiamento che sia di vantaggio al singolo e alla collettività". 

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