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Gardolo, via 4 Novembre. Periferia dimenticata (dall'assessore Gilmozzi)

Asfalto a metà, mancanza di dissuasori per rallentare le "corse" sul rettilineo, una pista ciclabile abbandonata a se stessa

Di Carmine Ragozzino - 17 September 2016 - 09:10

TRENTO. Due scuole, elementari e medie. Un centro sportivo: piscina, palestra, eccetera. Non lontano, fronte strada, l’ingresso di un nido: privato. E ancora: laterali ad alto tasso di urbanizzazione popolare. Case recenti, Itea e cooperative. Tante, per tanti abitanti. Nuovi abitanti mezzo-muniti. E’ tutto? Macchè. Va aggiunta una concessionaria d’autolusso che in faccia alla crisi fa occupare la via da una bisarca ogni tre giorni. E dietro la concessionaria, ecco il deposito di una ditta d’autotrasporti con gli articolati dal passo lungo e dalla fretta serale, la fretta di rientro dei camionisti, che fa tremare i vetri. In fundo, senza dulcis, la sede della Croce Bianca con le ambulanze in partenza per le emergenze. Ridulcis in fundo l’aumento del carico, cioè del traffico, che raggiunge il nuovo e bel parco con laghetto a Melta.

 

Eccola via 4 Novembre, arteria di Gardolo nella quale pulsa il sangue dell’assurdo. Di tante, inaccettabili ed irritanti, assurdità che testimoniano giorno dopo giorno – e purtroppo ormai da anni – l’insipienza di un assessorato ai lavori pubblici comunali che se fa spallucce al diritto alla sicurezza di una comunità evidentemente troppo periferica per scalfire la paciosità dell’assessore di merito, (nel caso di demerito). Da tempo, da troppo tempo, sono state vanamente segnalati al Comune i problemi di Via 4 Novembre.

 

Lo si è fatto in forma formale, (ormai antiche prese di posizione della Circoscrizione) ed in forma privata. Risposte? Una barricata di stupidaggini miste ad arroganza: “vedremo, faremo, non si può fare, troppo complicato, la Trentino Trasporti non vuole, ma poi non è mica così grave”. E via tergiversando mentre la situazione s’aggrava e la fiducia negli amministratori evapora. Sembra infatti – nello stentorio eloquio dell’assessore Gilmozzi e dei suoi tecnici – che in Via 4 Novembre sia impossibile studiare ed applicare un sistema di rallentatori del traffico dei quali, al contrario, in altre e forse meno problematiche zone della città di abbonda. Né dissuasori tecnici – cunette, restringimenti di carreggiati, rialzi. Né dissuasori psicologici come i totem rossi che non fotografano nulla ma ce fanno togliere il piede dall’acceleratore.

 

Prevalgono – nelle giustificazioni comunali – ragioni incomprensibili legate alle laterali che incidono sulla via principale. Prevale – ormai appare certo – il menefreghismo. E così via 4 Novembre è percorsa quotidianamente da guai che cambiano e crescono con lo scorrere delle ore. La strada – un chilometro lineare senza curve e con un solo semaforo in prossimità del centro sportivo e della scuola – la sera è un invito all’accelerazione. Accelerano i cretini sulle auto – spesso nemmeno tanto potenti – e i centauri con il vuoto sotto il casco. Accelerano – come sopra – i camion che rientrano in deposito, (compreso quello dell’Algida di cui c’eravamo scordati prima). Accelerano financo gli autobus della sera e della notte. L’unica a non accelerare è l’efficienza dell’amministrazione.

 

Non c’è stata e non c’è – infatti – nemmeno quel minimo di cura che dovrebbe essere garantito ad un’arteria che certo non è secondaria né per Gardolo né per Trento. L’asfalto di via 4 Novembre è un opera pop ma non è per nulla divertente. Solchi in allargamento, bitume liso e scivoloso. Basta un po’ d’umido, quello che fa la “patina”, ed il motociclista deve raccomandarsi l’anima ad ogni frenata. Per altro un assessorato ai lavori pubblici che opera secondo logiche imperscrutabili al buon senso ha recentemente asfaltato solo mezza strada. Dalla rotatoria di Gardolo al semaforo della scuola. Il resto niente. Dalla scuola alla curva che porta al parco, niente. Boh? Ma è un Boh che fa girare le eliche.

 

Ma in Via 4 Novembre – per fortuna – c’è anche la ciclabile. Utile. Ovviamente utile. Peccato che – forse per coerenza con il degrado cui condanna la strada - il Comune la lasci piena di avvallamenti, con un fondo che sembra sempre più un campo dopo il passaggio dell’aratro. Quello stesso Comune che s’è inventato – chissà chi consiglia alla Trentino Trasporti – una fermata d’autobus a cavallo dell’inizio di una rotatoria.

 

Concludendo, un po’ d’ottimismo. Il Comune – va detto – ha fortuna. Un investimento di una bambina non ha avuto conseguenze. La caduta di un motociclista causa asfalto inaccettabile ha avuto per conseguenza solo le legittime maledizioni. Segnali ignorati, seppur puntualmente informato, dall'ineffabile titolare dei lavori pubblici. Ma non potrebbe essere diversamente. Gilmozzi, l’assessore comunale alla questione, è tipo che s’agita solo quando sente la musica del suo adorato Bruce Springsteen: basta andare sul suo profilo Facebook per capire quanto il rock d’annata lo sconfinferli molto più di un cantiere. Il che lo rende, nonostante tutto, simpatico. Visto che ama Springsteen a Gilmozzi ci permettiamo un suggerimento: “Born to run” significa “Nato per correre”. Non si pretende che segua alla lettera il messaggio del suo mito ma almeno provi – il Gilmozzi – a non stare sempre seduto.

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