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La Polizia entra a Sociologia e porta via una persona. Collettivo Refresh "Dovevano chiedere l'autorizzazione", il Rettore "All'Università tutti possono entrare"

La Questura: "La Polizia interviene per perseguire autori di reati e l'intervento di lunedì sera è avvenuto a seguito di una segnalazione di un cittadino"

Di gf - 06 aprile 2017 - 12:18

TRENTO. “Non so che fonti normative abbiano i ragazzi ma l'Università è un luogo pubblico e non ci risulta che ci siano restrizioni a chicchessia”. Le parole sono del rettore dell'Università di Trento, Paolo Collini, che è intervenuto sulla denuncia fatta dal Collettivo Refresh in merito ad un fatto avvenuto lunedì sera che ha visto la Polizia entrare nel cortile interno del dipartimento di Sociologia in via Verdi durante un aperitivo promosso da un'organizzazione studentesca.

 

A raccontarlo sono gli studenti del Collettivo Universitario Refresh. “Ad un tratto – spiegano attraverso una nota – sono spuntati quattro poliziotti in divisa dentro al cortile, guidati da un poliziotto in borghese che ha indicato loro uno studente universitario. A quanto pare, la polizia era stata chiamata poco prima da un ragazzo presente in cortile dicendo loro di aver riconosciuto chi, a suo dire, gli aveva rubato la bicicletta qualche tempo prima, il cui furto era stato denunciato proprio alla polizia”.

 

Le Forze dell'ordine, arrivate a Sociologia, sono entrate. “Si sono diretti dal ragazzo e  se lo sono portati via in volante. Senza una denuncia a suo carico. Senza un pezzo di carta in cui spiegano cosa e perché. Solo con un sospetto in tasca”.

 

Per il Collettivo Universitario Refresh “la polizia ha messo piede in università senza poterlo fare. Gli agenti una volta arrivati in via Verdi, avrebbero dovuto andare in portineria, spiegare il motivo della loro presenza e chiedere al/alla funzionario/a presente di avvertire il direttore di dipartimento” Solo con l'assenso di quest'ultimo, sostengono gli studenti, avrebbero potuto procedere con l'operazione.

 

“Mi stupirei – afferma il rettore Collini – che tutti potessero entrare all'Università tranne la Polizia. Abbiamo anche fatto una piccola ricerca normativa attraverso il nostro ufficio legale ma non abbiamo trovato alcun riferimento normativo per dire che l'azione della Polizia è stata illegittima. L'Università è un luogo pubblico e non privato e non serve alcun mandato”.

 

Da parte della Questura si spiega che “la Polizia interviene per perseguire autori di reati e l'intervento di lunedì sera è avvenuto a seguito di una segnalazione di un cittadino”.   

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