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| 11 set 2016 | 08:41

Pecore date in pasto all'orso per avere il risarcimento della Provincia

Per il Movimento 5 Stelle sarebbero gli stessi pastori ad abbandonare i loro capi nelle fauci dell'orso. L'assessore Dallapiccola:"Una cretinata bella e buona"

Pecore date in pasto all'orso per avere il risarcimento della Provincia

TRENTO. “Siamo proprio sicuri che le pecore morte in Bondone siano vittime dell'orso?”. Questo il titolo di un'interrogazione di Filippo Degasperi del Movimento 5 Stelle, rivolta al presidente Ugo Rossi, che lancerebbe dubbi e sospetti sul comportamento dei pastori. Un'interrogazione che l'assessore Michele Dallapiccola non esita a definire “una vera fesseria” e che anche Luca Giuliani, pastore proprio sul Monte Bondone, respinge al mittente con la stessa energia.

 

Ma andiamo con ordine. “Pare – scrive il consigliere cinque stelle nella sua interrogazione - che sia consuetudine da parte di qualche allevatore di ovini abbandonare proprio sui pascoli del Monte Bondone pecore morte o agonizzanti”. “Più di una fonte – prosegue Degasperi nel comunicato stampa al quale allega l'interrogazione - ci comunica infatti che questo sarebbe il risultato della sgradevole pratica di lasciar i capi agonizzanti vagare soli fino a che morte non sopraggiunga. Se queste segnalazioni trovassero riscontro ci sarebbero numerosi aspetti da valutare (...). È infatti pacifico che se i plantigradi trovano cibo in abbondanza e facilmente accessibile restano poi nei paraggi. E a quel punto sarebbe del tutto fuorviante accusare l'orso della predazione degli ovini medesimi. Laddove a venir prelevati dall'orso fossero praticamente solo gli animali moribondi abbandonati sui pascoli – aggiunge Degasperi – si aprirebbe inoltre un capitolo piuttosto spinoso sul tema dei risarcimenti eventualmente richiesti”.

 

Una cretinata bella e buona – dichiara a il Dolomiti l'assessore provinciale all'agricoltura e alle foreste Dallapiccola – e ve lo posso assicurare per esperienza diretta. Io per i primi 20 anni della mia vita ho fatto anche l'allevatore di pecore. E in quanto tale mi sento offeso dalle dichiarazioni di Degasperi. Probabilmente nemmeno sa che una pecora non è un cane. Anche se gli dici vai nel bosco e provi ad allontanarla questa non si allontanerà mai da sola e anche se provi ad abbandonarla quella finirà sempre per seguirti, pur se anziana o malata. Sono animali da gregge”.

 

In Trentino sono ormai poco più di una ventina i pastori che operano sul territorio per un totale di circa 25 mila capi allevati in transumanza e 5.000 stanziali. In Bondone le pecore sono sulle 2.000 unità ed uno dei pastori della zona è Luca Giuliani. “Mi chiedo come si possa dire questa cosa – racconta il pastore – nessuno di noi sacrificherebbe una sua pecora all'orso. Anche perché, se vogliamo parlare di soldi, ottenere un risarcimento non è facile come si crede. A noi l'orso ci ha tolto in totale una quindicina di pecore e ad oggi la Provincia ha dato il via libera al risarcimento solo per 5. E non stiamo parlando di cifre milionarie. Siamo tra i 100 e i 160 euro a capo, a seconda delle caratteristiche che presenta. Inoltre può tranquillamente capitare che l'orso la pecora malata o anziana nemmeno se la fili. Ogni esemplare ha i suoi gusti. Scelgono e agiscono tutti con comportamenti differenti. Poi per carità qualche pecora può darsi resti isolata, ma perché nella fuga si disperde. L'orso quando attacca non si getta nel gregge. Si avvicina e lo spaventa. Sono le pecore poi a scappare fuori dai recinti, dividendosi ma cercando allo stesso tempo di restare sempre in piccoli gruppi. Poi nella corsa in pianura e in salita l'orso è molto più veloce e se le raggiunge è fatta. Le pecore si salvano solo se scappano in discesa. Comunque – conclude Giuliani - sicuramente nessun pastore usa l'orso per remunerarsi. Anzi. Tra recinti, cani e altro è costretto a spendere molti soldi ed energie. L'orso per noi è solo una spesa e una preoccupazione”.



 

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