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Pedaggi in autostrada, per le moto proposta di ridurre le tariffe. Moto Club di Trento: “Intervento giusto”

Garzetti: "Misura già adottata in altre parti d'Europa ed è positiva perché fa risparmiare"

Di gf - 21 novembre 2016 - 19:41

L'Italia è uno dei pochissimi Paesi in Europa dove il pedaggio autostradale per le moto è equiparato a quello delle auto. Questo comporta, per esempio, il risultato che qualunque moto paga la stessa cifra addirittura di un Suv, ben più grande in dimensioni e potenza.

 

La Federazione Motociclistica Italiana e l'Associazione Nazionale Ciclo Motociclo, ad inizio anno, si erano coalizzate per chiedere, per le due ruote, una riduzione delle tariffe. Una richiesta, quest'ultima, che sembra oggi aver trovato ascolto.

A farsi promotore di questa battaglia è stato in Parlamento il deputato di Area Popolare Vincenzo Garofalo, vicepresidente della Commissione Trasporti e soprattutto presidente dell’associazione “Amici delle due ruote”, il gruppo trasversale composto da 45 tra deputati e senatori che si prefigge di tutelare gli interessi dei motociclisti.

 

Il deputato ha presentato in Commissione Trasporti una mozione in cui si chiede al governo di rivedere sistema di classificazione dei veicoli per il calcolo del pedaggio autostradale, ristabilendo un pedaggio dedicato ai soli motocicli.

A fissare gli attuali parametri di tariffazione e di classificazione dei veicoli è stato un decreto interministeriale del 1990 entrato in vigore il primo gennaio del 1991. Questo tipo di classificazione ha equiparato di fatto i motocicli alle automobili nei parametri per il calcolo del pedaggio autostradale mentre prima dell'entrata in vigore del decreto rappresentavano una classe a parte. Dai promotori dell'iniziativa si prende d'esempio la tratta Parigi-Lione (453 km) che costa 33 euro per le auto e 20 per le moto. In Italia, su uno spostamento equivalente come la Firenze-Napoli (468 km), una moto di piccola cubatura paga quanto una vettura di grossa cilindrata: 33 euro.

 

“E' un'iniziativa molto importante – afferma Bruno Garzetti, presidente del Moto Club di Trento – già adottata in altri paesi d'Europa ma soprattutto consente di risparmiare”.

Le motivazioni, per il presidente del Moto Club di Trento, sono semplici. “Noi club sparsi in tutta Italia abbiamo chiesto la riduzione delle tariffe autostradali per le moto – spiega Garzetti – perché l'usura della strada da parte nostra è inferiore. Non abbiamo quattro ruote ma bensì due. L'ingombro sulla strada è dimezzato e ostacoliamo meno”. 

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