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Piste ciclabili a Trento, tanti km ma non mancano i problemi

La Fiab: "Le criticità sono sempre le stesse da molti anni"

Pubblicato il - 19 settembre 2016 - 08:49

TRENTO. La rete ciclabile è considerata da molti il fiore all'occhiello della città di Trento. Un totale di 60 chilometri già realizzati e tanti altri in fase di realizzazione. A livello provinciale arriviamo a 430 chilometri che si snodano tra le principali vallate del nostro territorio. Percorsi ad uso esclusivo delle due ruote che negli ultimi anni hanno conosciuto un incremento notevole con la creazione di sempre nuovi servizi per gli amanti delle bici.

 

I problemi, soprattutto a Trento, però, non mancano e a farlo notare è la Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta. “A livello provinciale – ci ha spiegato Manuela Demattè – le piste sono splendide non c'è nulla da dire. I problemi si ritrovano purtroppo in città. Sono aumentati, raddoppiati, negli ultimi anni i chilometri ma assistiamo a continue mancanze che ormai si ripetono da 10 anni”.

 

Tra queste mancanze troviamo la carenza di segnaletica sia orizzontale che verticale in alcuni tratti molto frequentati. “In diverse zone – ci spiega Demattè – mancano completamente le strisce per terra e anche i giusti segnali verticali”. Ad essere invisibili, in alcuni casi, le strisce che dividono la pista ciclabile da quella pedonale oppure il colore diverso che ne indica la presenza. Ma non solo.

 

“Un caso particolare già segnalato – ha spiegato ancora la rappresentante della Fiab - è quello di Corso Tre Novembre. Abbiamo una pista ciclabile che arriva ad un punto morto. Alla fine di via Belenzani, all'incrocio con via Roma, c'è un segnale posizionato male e che dovrebbe allertare le auto sulla possibile presenza di bici”. Non mancano poi le criticità nella sicurezza per alcuni attraversamenti ciclabili.

 

Mancanze, ha affermato la Fiab “che si auspica vengano risolte al più presto”. “Noi ciclisti osserviamo molto – ha spiegato Demattè - perché la bici è un mezzo che ti permette di vedere le cose da vicino, di toccarle. Siamo più attenti”.

 

In occasione della Settimana europea della mobilità sostenibile, intanto, l’Osservatorio per la salute della Provincia autonoma di Trento, ha messo a disposizione una scheda con informazioni, raccolte grazie al sistema di monitoraggio “PASSI” e aggiornate al 2015, sull’impatto su salute e ambiente dell'uso della bicicletta per gli spostamenti abituali in Trentino.

 

Secondo questi dati, in provincia di Trento la prevalenza di persone che hanno usato la bicicletta negli spostamenti abituali almeno una volta al mese è di circa il 19%. Chi si muove in bicicletta lo fa mediamente per 4,2 giorni a settimana (3,8 giorni in Italia), per 32 minuti al giorno (35 minuti in Italia).

 

Il programma Heat (Health Economic Assessment Tool) dell’Oms ha permesso di stimare la riduzione della mortalità (in età 18-69 anni) in base ai giorni e ai minuti di mobilità in bicicletta; pari al 13%, per un risparmio complessivo di 19 decessi annui, ossia 28 decessi ogni 100.000 ciclisti. In Italia i decessi annui evitati sono 2.010.

 

Se in Trentino si arrivasse a una prevalenza di uso della bici del 30% (per mezz’ora al giorno, per cinque giorni alla settimana) si eviterebbero ogni anno ulteriori 15 decessi e 13.400 tonnellate di CO2 emesse.

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