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Protonterapia, nuovo metodo all’avanguardia nella cura di tumori negli organi in movimento

Maurizio Amichetti, direttore dell’Unità operativa di protonterapia, "l’implementazione di questa tecnica rappresenta un grosso passo avanti per la completa attuazione pratica dell’active scanning"

Pubblicato il - 20 settembre 2017 - 14:57

TRENTO. Passi in avanti al Centro di protonterapia di Trento nella cura delle neoplasie situate in organi soggetti al movimento. Stiamo parlando di trattamenti in sedi anatomiche e in patologie che risentono del movimento d’organo come ad esempio fegato, polmone o addome superiore.

 

Una nuova metodica che ha visto le scorse settimane il completamento del primo trattamento su un paziente che ha previsto il controllo del respiro e la sua sincronizzazione con l’erogazione del fascio di protoni. Durante l’irradiazione, in virtù dell’elevata sensibilità delle particelle di protoni al movimento d’organo, risulta difficile il trattamento di lesioni mobili che vanno controllate e monitorate durante la seduta di terapia.

 

Per monitorare quindi il respiro del paziente sia durante le procedure di simulazione sia durante la sessione di trattamento è stato utilizzato un sistema dedicato integrato con la consolle di gestione del trattamento che ha consentito di sincronizzare l’erogazione del fascio di protoni nella finestra di respiro programmata, interrompendolo automaticamente in caso di fuoriuscita del segnale respiratorio dall’intervallo definito.

 

Risultati positivi sono arrivati per quanto riguarda la sicurezza clinica della tecnica utilizzata e del suo risultato da parte di tutti i referenti clinici e fisici del trattamento. Secondo il dottor Maurizio Amichetti, direttore dell’Unità operativa di protonterapia, «l’implementazione di questa tecnica rappresenta un grosso passo avanti per la completa attuazione pratica dell’active scanning, la tecnica di trattamento protonterapico di ultima generazione in sedi anatomiche e in patologie che risentono del movimento d’organo come ad esempio fegato, polmone o addome superiore».

 

«La nostra struttura – ha concluso Amichetti – è da sempre impegnata nella ricerca con lo scopo di fornire ai nostri pazienti benefici clinici e cure sempre migliori e all’avanguardia».

 

E proprio in questo direzione va la collaborazione che il Centro di Trento ha instaurato con altri centri di protonterapia europei attraverso il gruppo IPACS (acronimo nato sulle iniziali delle nazioni dei centri partecipanti Italia – Trento, Polonia – Cracovia, Austria – Vienna, Repubblica Ceca – Praga, Svezia – Uppsala), creato per promuovere lo scambio di esperienze da un punto di vista clinico e fisico-medico e il confronto sui temi riguardanti la pianificazione dei trattamenti, l’assicurazione di qualità, le indicazioni terapeutiche studiando collegialmente casi clinici in modo da rendere comuni le conoscenze e le esperienze dei vari centri .

 

Il prossimo incontro semestrale, che si terrà giovedì 21e venerdì 22 settembre, sarà ospitato per la prima volta proprio a Trento nella sede del Centro di protonterapia e verrà allargato collegandosi al PTCOG (Particle Therapy Cooperative Oncology Group).

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