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Punto nascite di Cavalese, gli 'ambasciatori trentini' a Roma per strappare un impegno al ministero: "Sono disposti a rivedere i criteri per la riapertura"

Soddisfatto l'assessore Zeni: "Un'apertura significativa che ci fa ben sperare". Il presidente della Comunità di valle: "A Zeni va riconosciuto il merito di essersi fatto carico del nostro Punto nascite" 

Di Donatello Baldo - 06 April 2017 - 10:03

CAVALESE. La delegazione trentina che ieri ha incontrato i funzionari del ministero della Salute è riuscita a strappare un impegno: i criteri che definiscono la possibilità di mantenere l'apertura dei Punti nascita saranno sottoposti a una revisione. Una speranza per la val di Fiemme che non ha mai rinunciato a cercare soluzioni per la riaperture del presidio di Cavalese.

 

Assieme all'assessore provinciale Luca Zeni, della delegazione faceva parte il presidente della Comunità di valle Giovanni Zanon, Giuseppina Vanzo in rappresentanza del Comune di Cavalese, i deputati Albrecht Plangger e Lorenzo Dellai e il senatore Franco Panizza. "La novità è quella della disponibilità al dialogo - afferma Luca Zeni - non posso che essere soddisfatto, questo è importante".

 

Nella riunione anche gli stessi funzionari ministeriali sembra abbiano convenuto che i criteri sui Punti nascita sono difficili da rispettare: "Per questo è stata fatta un'apertura significativa per rivedere i criteri anche attraverso il confronto con il Comitato percorso nascite nazionale". 

 

Una flebile speranza alla quale il presidente della Comunità di valle Zanon si aggrappa con tutte e due le mani: "Abbiamo visto e apprezzato l'impegno di dell'assessore Zeni al quale va riconosciuto il merito di essersi fatto carico del nostro punto nascita - afferma Zanon - e Zeni ha illustrato bene le nostre necessità ai funzionari presenti".

 

"E certo che c'è soddisfazione, anche se siamo cauti - spiega il presidente - perché abbiamo soltanto avuto un impegno, anche se importante. I criteri saranno rivisti sulla base di un ragionamento che tenga conto delle situazioni particolari di alcune realtà con difficoltà oro-geografiche come la nostra". Il presidente dice anche questo: "Hanno capito che noi non si voleva andare a battere i pugni sul tavolo - spiega - noi siamo andati a spiegare le nostre ragioni, sicuri delle nostre proposte. E questo - afferma - quelli del ministero lo hanno capito".

 

Ora le questione sono due, una che riguarda l'immediato e una che riguarda il medio-lungo termine: "La prima cosa riguarda l'impegno della nostra Azienda sanitaria, e Zeni ci ha assicurato che l'impegno per trovare professionisti disposti a lavorare nella nostra struttura continua. Poi - prosegue Zanon - c'è l'ipotesi della revisione dei criteri, un'ipotesi molto importante a cui guardiamo con fiducia".

 

La soddisfazione più grande? "Quella di essere stati capaci a farci capire, convincendo il ministero ad accettare il confronto e il dialogo. Ci siamo fatti capire, questa è la soddisfazione". 

 

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