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Quattrocento fiaccole contro il vallotomo e contro il sindaco Barozzi. Ma arriva la condanna di Panizza e Manica: "Facinorosi"

Il Patt prende le distanze dalla sezione moriana che sostiene la protesta. Interviene anche il capogruppo pd in Consiglio provinciale che chiede ai cittadini: "Vi va bene questo clima?"

Di Donatello Baldo - 29 gennaio 2017 - 09:45

MORI. Continua la mobilitazione della Tribù delle Fratte, del Comitato daVicoloaVicolo e di tutti coloro che non vorrebbero che fosse alzato il muro del vallotomo ma preferirebbero che la sicurezza non andasse a discapito della bellezza dei terrazzamenti.

 

Ieri sera una fiaccolata che ha coinvolto 400 persone ("ci siamo contati uno a uno") si è snodata per le vie della borgata, partendo da via Scuole, sede del Comune su cui si fa pressione affinché prenda in considerazione le alternative che ancora, caparbiamente, vengono messe in evidenza.

 

Due ore di corteo, che in una delle tappe ha stazionato sotto le finestre dell'abitazione dell'assessore provinciale Tiziano Mellarini, responsabile della Protezione civile. Una manifestazione pacifica con famiglie intere, con la presenza di alcuni politici, Degasperi e Fraccaro dei 5 Stelle, ma soprattutto di abitanti della borgata. La conclusione all'Auditorium dove sono stati proiettati i video dell'"incursione" nell'ufficio del sindaco Stefano Barozzi: "Per dimostrare che non si è trattato di una aggressione ma di un confronto sul tema, senza intemperanze e senza aggressioni come riportato successivamente". 

 

 

Ma in queste ore prende parola anche la politica. Perché la “visita” non certo di cortesia che i manifestanti contro il vallotomo hanno fatto al sindaco Stefano Barozzi giovedì scorso, dopo che la mattina di buon ora la polizia aveva circondato il cantiere sulle fratte allontanando i cittadini presenti, ha suscitato le ire della politica. Anche provinciale. Intervengono i vertici del Patt e il capogruppo in Consiglio provinciale del Partito Democratico Alessio Manica.

 

Quest'ultimo scrive in una nota che “ora alla contestazione si aggiungono le aggressioni verbali, l’occupazione della sede municipale, l’accerchiamento del sindaco ad opera non solo di residenti ma anche di militanti politici e rappresentanti di movimenti antagonisti”.

 

Il consigliere chiede ai cittadini di Mori, alla “maggioranza silente”, come la definisce: “Vi va bene questa situazione? È accettabile che la speculazione politica estremizzi a tal punto il clima sulla vostra sicurezza? Può un amministratore chiamato a rispondere della sicurezza dei propri cittadini essere costretto ad operare in questo clima? Si può alimentare il pensiero che l’amministratore sia una contro-parte faziosa, quando si è arrivati a dubitare anche della perizia terza, e non un interlocutore?”. La risposta, ovviamente, scrive Manica, “è no”.

 

Ma sia arrabbia anche il Patt, il partito che esprime ben tre consiglieri comunali in quel di Mori. Consiglieri di minoranza (a differenza dell'assetto provinciale che vede gli autonomisti esprimere addirittura il governatore) che sono totalmente contrari al vallotomo: Cristiano Moiola, Paola Depretto e Bruno Bianchi.
 

Preso atto dell’inaccettabile comportamento assunto a Mori dagli oppositori del progetto Vallotomo che hanno occupato giovedì sera la sede comunale e l’ufficio del sindaco e constatato il clima intimidatorio che si è creato – scrivono il senatore e segretario autonomista Franco Panizza e il coordinatore della Vallagarina Lorenzo Conci - il Partito Autonomista Trentino Tirolese esprime la propria solidarietà al sindaco di Mori Stefano Barozzi”.

 

“Non si possono accettare attacchi a questo livello – continuano gli esponenti autonomisti – che nulla hanno a che fare con il confronto democratico e politico, rispettoso di tutte le idee, e men che meno possono esser tollerate minacce e comportamenti intimidatori da parte di facinorosi, attivisti anarchici e No-Tav, abilmente capitanati da Massimo Passamani”.

 

“Purtroppo – concludono – assieme al gruppo di occupanti vi erano anche i consiglieri comunali Cristiano Moiola e Bruno Bianchi: Il Patt non condivide la loro posizione, stigmatizza questi atteggiamenti irrispettosi delle istituzioni, e ne prende totalmente le distanze”.

 

Per quanto riguarda la presenza all'interno dei gruppi che si oppongono alla costruzione del vallotomo di gruppi anarchici, di “giovani anarchici” scriveva qualcuno, e per mostrare invece che ad opporsi sono i residenti, i cittadini della borgata, sta girando una foto su Facebook che ritrae Elio Bertolini, residente in vicolo Prearua, in una foto che riporta provocatoriamente queste parole: “Elio, un giovane anarchico di Mori”.


Ma tornando al Patt, e ai partiti che a Mori compongono la minoranza, c'è da segnalare una nota congiunta in cui rispondono alle parole del sindaco Barozzi che esprimevano “rammarico” nel vedere che i consiglieri, “rappresentanti delle istituzioni, abbiano avvallato questa azione”. Il riferimento è appunto all'azione di salire nell'ufficio del sindaco dopo l'avvio dei lavori assieme ai manifestanti.

I firmatari della nota ritengono gravissime le dichiarazioni del sindaco: “Noi consiglieri di minoranza abbiamo da sempre lavorato nel rispetto delle istituzioni e del ruolo di corresponsabilità che i cittadini ci hanno affidato e continueremo a farlo.
Riscontriamo invece un atteggiamento di totale chiusura, antidemocratico, ad ogni confronto reale da parte delle amministrazioni Comunale e Provinciale”.

“Basti pensare che mercoledì sera, in un Auditorium strapieno di cittadini, venivano presentate le soluzioni tecniche alternative – spiegano – ed in tutta risposta il giorno dopo riprendevano i lavori del cantiere alla presenza di centinaia di agenti delle forze dell'ordine”.

“Noi consiglieri, nel pieno rispetto del personale delle forze di polizia che svolge il proprio compito, riteniamo che questa sia stata una risposta antidemocratica ad un legittimo dissenso dei cittadini. Precisiamo che, per quanto di nostra conoscenza e di pubblico dominio, dall'inizio delle proteste, non vi è stato alcun episodio di violenza, vandalismo o aggressione che possa in alcun modo giustificare un tale spiegamento di forze”, precisano i consiglieri.

Chiediamo – concludono – che tutti gli elementi di novità, certificati da esperti di indubbia fama e capacità, siano adeguatamente valutati e discussi in tutte le sedi competenti. A questo proposito chiederemo la convocazione di un apposito consiglio comunale”.

 

 

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