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Rovereto, profugo "molesta" quindicenne. C'è chi chiede la castrazione chimica ma i carabinieri spiegano: "Non l'ha sfiorata". L'assessore: "Vergognosa strumentalizzazione"

Civettini ha parlato addirittura di pedofilia, la Lega chiesto l'espulsione del sudanese. Previdi: "Si è ingigantito tutto. Il ragazzo è già stato trasferito ma certi toni barbari non ci appartengono. Quelli che agitano lo spettro dell'immigrato, criminale a prescindere, sono gli stessi che si oppongono anche a un'accoglienza diffusa"

Il Quercia Lab di Rovereto quando era stato inaugurato a fine 2015
Di Luca Pianesi - 20 February 2017 - 19:53

ROVERETO. Civettini ha parlato di castrazione chimica, aggiungendo che "tali molestie, potrebbero configurare - se confermate - una serie di reati che partendo dalla pedofilia potrebbero arrivare fino alla vera e propria violenza psicologica". La Lega Nord con il consigliere provinciale Fugatti chiede l'espulsione dal Paese e il consigliere circoscrizionale (ex Lega) di Rovereto, Bertè propone il "coprifuoco per chi vive all'Hotel Quercia". Poi c'è Forza Nuova che ricorda ai leghisti che quando loro protestavano a Marco contro i profughi, nel 2014, le camicie verdi dormivano ("adesso si sveglia anche la Lega") e quindi oggi si limitano a commentare con un "Ve l'avevamo detto". D'altronde da giorni si alternano titoloni eloquenti tipo: "Molesta una minore", "Molestie a una giovane", "Profugo fermato". Insomma mancano solo le fiaccole, i forconi e una folla inferocita per rendere il quadro davvero completo.

 

Un quadro pesante, pesantissimo, però, che, alla prova dei fatti, non troverebbe un chiodo a tenerlo appeso, non reggerebbe su nessuna parete. Sono troppi, infatti, gli elementi che non tornano, surreali, esagerati. "E' una vergogna quel che sta succedendo - commenta l'assessore alle politiche sociali di Rovereto Mauro Previdi - c'è in atto un tentativo bruttissimo di strumentalizzare una vicenda che è molto meno grande di quel che si è raccontato. Chi parla di castrazione chimica, di molestie alludendo a qualcosa di sessuale, sta facendo un gioco davvero orribile. Fomenta la violenza, la paura". Cosa è successo, allora, ce lo siamo fatti raccontare direttamente dai carabinieri di Rovereto. Loro stessi c'hanno spiegato chiaramente che tutto è stato molto ingigantito.

 

Uno straniero, un 28enne del Sudan, ha fatto degli apprezzamenti ad una ragazza di 15 anni mentre stava camminando e l'ha seguita per una decina di metri. Una cosa certamente sgradevole, per chi la subisce, e oggettivamente maleducata. Atti che, effettivamente, possono rientrare nel reato di molestia (per l'articolo 660 del codice penale “chiunque in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo” è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a 516 euro) ma che rarissimamente vengono segnalati (era la prima volta anche nel caso di un profugo). Anche i carabinieri hanno aggiunto che è una cosa, purtroppo, che spesso succede anche tra gli italiani, che è un comportamento sbagliato indipendentemente dall'etnia di appartenenza o dal colore della pelle.

 

I militari, comunque, allertati dal padre della ragazza, una volta rincasata quest'ultima, sono subito intervenuti e hanno convocato tutti in caserma, contestando il reato di molestie semplici. Un reato che per la lieve entità è procedibile solo su querela di parte e non d'ufficio. Le forze dell'ordine, con noi, hanno voluto ribadire che si è trattato, da parte del profugo, di un comportamento sbagliato, ma che non c'è stato nessun contatto fisico, nessun "gesto" sconcio, solo un'insistenza verbale. Il classico comportamento da tacchinaggio, assolutamente da evitare, soprattutto con ragazze minorenni. In ogni caso il ragazzo è stato allontanato da Cinformi, immediatamente dalla struttura e trasferito in altro luogo (anche perché con il clima che stava montando potevano anche esserci rischi per la sua incolumità). Ma da qui a parlare di castrazione chimica ce ne passa.

 

"Ce ne passa, eccome - prosegue l'assessore Previdi -. Quello dell'accoglienza è un problema molto importante, difficile da gestire e da affrontare. In Trentino ci stiamo riuscendo meglio che in altre parti d'Italia e d'Europa anche se da tempo anche noi di Rovereto diciamo che abbiamo un'accoglienza sovradimensionata, rispetto alle nostre possibilità, con oltre 300 profughi da gestire sul nostro comune. Bisognerebbe puntare su un'accoglienza diffusa sul territorio perché tra il dover gestire 10 persone o 100 ce molta di differenza. Però quelli che agitano lo spettro dell'immigrato, criminale a prescindere, sono gli stessi che si oppongono anche a un'accoglienza diffusa. E sono gli stessi che hanno inseguito la bufala del 2014 quando una donna sembrava fosse stata addirittura violentata dai profughi di Marco e invece poi s'era rivelato tutto falso".

 

I percorsi di accoglienza, invece, quelli veri esistono. "Stiamo cercando di affrontare il tema con serietà - completa l'assessore di Rovereto -. Avevamo avuto segnalazioni di disagi al parco di Lizzanella e il sindaco ha emanato un'ordinanza che vieta il consumo di alcolici all'interno dell'area. Abbiamo impiegato i profughi in attività volontarie di pulizia strade e avevamo avuto l'adesione da oltre 30 ragazzi per spalare la neve, qualora si fosse presentata la necessità. Adesso alcuni di loro saranno impiegati al Bosco della Città in attività agricole e abbiamo recuperato un capanno dietro l'Hotel Quercia dove ad altri vengono fatti fare lavori manuali. In cantiere abbiamo l'idea di chiedere agli artigiani di metterci a disposizione un capannone con attrezzature di falegnameria e meccanica perché è con il lavoro che si può sviluppare un corretto concetto di accoglienza. La cosa peggiore è tenerli lì, a fare niente. Chi parla alla pancia della gente, invece, fa del male alla stessa gente e a chi deve essere accolto. Il popolo trentino è un popolo che è emigrato in tutto il mondo e per questo affermazioni barbare e incivili come quelle pronunciate da certi esponenti politici, lasciano il tempo che trovano e si qualificano da sole". 

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