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Rumore treni, i cittadini "Siamo stanchi, situazione disastrosa le istituzioni non ci ascoltano". Gilmozzi "L'ex Scalo Filzi zona con minor impatto ambientale"

La decisioni di spostare il riscaldamento dei treni diesel dalla zona di corso Buonarroti all'ex Scalo Filzi ha reso sempre più difficile la vita dei residenti. Mauro Gilmozzi: "In qualche parte questi treni devono stare. Stiamo anche pensando ad un luogo al chiuso per l'accensione". 

Di G.Fin - 25 March 2017 - 18:52

TRENTO. “I vetri tremano e ai piani più alti sembra esserci alcune volte addirittura il terremoto”. I residenti di Cristo Re, soprattutto via Lavisotto e dintorni, sono ormai esasperati. La tranquillità più volte promessa resta ancora un sogno e il rumore dei treni continua senza sosta.

La situazione è peggiorata negli ultimi tempi tanto da costringere i residenti a inviare alla Procura della Repubblica un'ulteriore nota a completamento di un esposto già presentato tempo fa.

 

 

“La situazione è disastrosa – ha spiegato Emanuela Varisco, del comitato di Via Lavisotto – ed ormai sono 15 anni che denunciamo e chiediamo ascolto ma siamo sempre stati ignorati. E' stato presentato un esposto nel 2014 con l'apertura delle indagini da parte della Procura che sono ancora in corso e in una relazione dell'Appa, presentata nel 2015, si certifica che i livelli di rumore sono superiori ai limiti”.

 

L'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente, alla fine del 2015 ha presentato le rilevazioni effettuate in due punti: via Canestrini e via Lavisotto. In entrambi i casi è stato osservato “che i livelli di rumore rilevati nei due punti di misura analizzati offrono valori medi superiori ai limiti di 5,2 (±1,2) dB(A) durante il periodo diurno (06-22) e di 16,7 (±1,5) dB(A) durante quello notturno (22-06) per il punto di misura n. 1 di Via Giuseppe Canestrini n. 21; mentre, nel punto di misura n. 2 di Via Lavisotto n. 7, i superamenti sono risultati rispettivamente di 9,3 (±1,2) dB(A) e di 20,2 (±1,6) dB(A), rispetto ai valori limite previsti per le infrastrutture esistenti e di nuova realizzazione con velocità di progetto non superiore a 200 km/h”.

 

A creare ulteriori problemi ai residenti sono state le decisioni, prese dalla Provincia in accordo con Trenitalia – di spostare il riscaldamento dei treni diesel dalla zona di corso Buonarroti all'ex Scalo Filzi. Decisioni che se da una parte hanno fatto tirare un sospiro di sollievo al comitato antirumore di corso Buonarroti, dall'altro hanno reso la vita “difficile” a chi abita nei pressi dell'ex Scalo Filzi.

 

“Ora - ci spiegano i rappresentanti del comitato di via Lavisotto – non martoriati abbastanza dal rumore abbiamo anche i locomotori che sfiatano gasolio per ore. In corso Buonarroti sono riusciti a ottenere l'attenzione da parte dell'assessore provinciale Gilmozzi ma sarebbe giusto che ogni zona fosse tutelata ed invece qui abbiamo una mancanza di visione ambientale della nostra città”.

 

I cittadini puntano il dito anche contro un documento, presentato dal M5S del Comune di Trento e approvato in consiglio all'umanità, che a febbraio scorso ha chiesto lo spostamento dei treni da corso Buonarroti all'ex Scalo Filzi. “Il Consiglio comunale – spiegano i cittadini – lo hanno approvato all'unanimità e forse dovrebbero fare maggiore attenzione ad alcune scelte”.

 

Dal parte della Provincia a rispondere ai cittadini è l'assessore Mauro Gilmozzi.

 

“Questi treni diesel da qualche parte lungo la linea ferroviaria devono stare – ha affermato l'assessore – e abbiamo scelto l'ex Scalo Filzi perché, dopo un'attenta analisi, lo abbiamo considerato il contesto migliore per svolgere questa funzione e con un minor impatto possibile per la cittadinanza”. Situazione ben diversa da quella che avveniva in corso Buonarroti. Sul tema si starebbero però sviluppando ulteriori questioni come la costruzione, sempre nella zona dell'ex Scalo Filzi, di una rimessa dove poter effettuare l'accensione all'interno.

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