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A scuola di autonomia. Rossi: "Dobbiamo educare la cittadinanza, in Trentino corsi obbligatori"

Presentato la proposta formativa del Museo storico del Trentino per le scuole: "Studio dell'autonomia occasione da non perdere"

Pubblicato il - 06 ottobre 2016 - 14:25

TRENTO. “Non è ideologia, non è uno spot – afferma il governatore Ugo Rossi davanti ai ragazzi dell'istituto Buonarroti - parlare dell'autonomia a scuola significa portare consapevolezza nei cittadini di domani”. L'occasione è quella della presentazione della proposta formativa della Fondazione Museo storico del Trentino che comprende anche un percorso dedicato alla specialità della nostra provincia sia per le classi di studenti che per gli insegnanti. Alla conferenza stampa erano presenti, oltre a Rossi, il direttore del museo Giuseppe Ferrandi, il preside dell'istituto e gli storici del museo.

 

Officina della storia è il catalogo con percorsi didattici e formatici che il museo guidato da Giuseppe Ferrandi mette a disposizione degli istituti scolastici. “Un servizio che offriamo ma che nessuno impone – spiega Ferrandi – non è un prodotto chiuso ma che si avvale della interlocuzione con la scuola stessa. È una piattaforma di idee e progetti, e quello sull'autonomia è un importante occasione di approfondimento”.

 

Prima dell'intervento conclusivo del governatore ci pensa Tommaso Baldo a spiegare l'intento della proposta formativa. “Aiutiamo la scuola nel delicato passaggio dal sapere al saper fare – sottolinea lo storico – non è più sufficiente avere conoscenza, ora è indispensabile avere un metodo che permetta di capire quali sono le fonti attendibili, spesso sommerse da un mare di documentazione spesso parziale se non del tutto inattendibile”.

 

Ugo Rossi si sofferma sulla “valorizzazione dell'autonomia”. Con la nuova legge, quella sulla scuola approvato pochi mesi fa, “i temi dell'autonomia sono stati inseriti nel percorso scolastico. Tutte le scuole – spiega il governatore – devono prevederli all'interno delle proprie discipline, pur sempre rispettando l'autonomia scolastica”. 

“L'autonomia – spiega Rossi – non è solo il passato, ha a che fare con l'attualità. Per questo il suo studio è necessario per una consapevolezza sull'oggi. L'obiettivo è quello di educare la cittadinanza”. Rossi si rivolge anche agli insegnanti: “Auspico che sappiano valorizzare la propria professione anche affrontando la storia con un sguardo sull'autonomia”.
 

Insegnanti che apprezzano. In sala la professoressa Cesaro spiega che lei stessa, che negli anni scorsi ha sperimentato questo rapporto con il museo proprio sui temi dell'autonomia, ha capito che concentrarsi su questi temi permette di “dare un contesto spazio-temporale alla nostra realtà, per non assistere da spettatori passivi ai fatti della contemporaneità”.
 

Alza la mano uno studente, la domanda la vuole fare al presidente Rossi: “Lei cosa voterà al referendum?”. Poco prima il governatore aveva spiegato ai ragazzi che in questi mesi è all'opera la Consulta per la riforma dello Statuto di Autonomia, e che la sua approvazione sarà successiva alla riforma oggetto del referendum. “Non posso schierarmi nel mio ruolo di presidente – si è difeso Rossi – ma se ci vediamo dopo ti spiego cosa penso”. Matteo l'ha preso in parola e appena sceso dal palco dell'aula magna ha avvicinato Rossi. “Questo è il mio primo voto, per questo sono particolarmente interessato”, ha detto il ragazzo, “E' un voto importante per te, allora devi leggere attentamente le due proposte, devi leggere la costituzione e capire da solo, indipendentemente dalle posizioni ideologiche, cosa votare”, questa la risposta di Rossi.

 

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