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Welfare, Zeni illustra la sua riforma e propone l'Agenzia per gli Anziani

Le Comunità di valle e i Comuni diventino maggiormente protagonisti, gestiranno i 132 milioni di euro che la Provincia destina ora alle Apsp

Pubblicato il - 20 febbraio 2017 - 19:30

TRENTO. L' avevano chiesto con un un ordine del giorno che impegnava la Giunta a confrontarsi sul tema della riforma del welfare per gli anziani le minoranze del Consiglio provinciale anche con la Quarta commissione. E si sono presentati in tanti per sentire la relazione dell'assessore Luca Zeni. 

 

L'assessore Zeni ha ricordato che in vista della riforma del sistema delle Apsp, nella primavera 2016, era stato istituito un tavolo tecnico-istituzionale formato da tutti i soggetti interessati e coordinato dall'università Bocconi. “Il tavolo ha permesso di modificare completamente l’impostazione di partenza, superando l’obiettivo di una riforma orientata all'efficientamento del sistema, per puntare invece al miglioramento dei servizi per gli anziani”.

 

Zeni ha segnalato anche la caduta di due preconcetti: il primo che non necessariamente la presenza di 41 cda dimostra che le Rsa siano radicate sul territorio; il secondo che non è detto che unire le strutture significhi automaticamente migliorare le cose”. L’assessore ha aggiunto che il tavolo ha anche evidenziato il forte trend di invecchiamento della popolazione trentina, che impone di reimpostare le politiche per dare risposte più adeguate.

 

Nel sistema attuale del Trentino gli anziani non autosufficienti sono 18.000, ma i servizi riescono ad intercettarne più o meno la metà. Eppure il Trentino ha più posti letto di molte altre regioni d’Italia. E dispone di 41 case di riposo e di 16 comunità di valle che erogano assistenza domiciliare, oltre che servizi sanitari forniti dall'Apsp”.

 

La proposta emersa è stata quindi di rimediare a questa elevata frammentazione creando ad un luogo nel quale mettere insieme tutte le risorse e prestare così agli anziani servizi migliori, rendendo gli interventi flessibili mediante la gestione unitaria del budget.

 

 

“Se abbiamo anziani che iniziano ad avere patologie – ha osservato Zeni – senza essere però ancora non autosufficienti, si può cercare di costruire per loro un'assistenza domiciliare su misura”. Come? “Mettendo in rete i servizi perché possa essere seguito in modo personalizzato”. E anche formando comunità di anziani autonomi che siano di tipo familiare, per prevenire e spostare il più possibile in avanti la loro non autosufficienza.

 

Di qui, ha spiegato l’assessore, l’idea di immaginare un luogo pubblico dove poter decidere l’utilizzo delle risorse in modo flessibile offrendo servizi migliori di quelli attuali. Dal tavolo di lavoro sono emerse in sostanza tre osservazioni: si dà troppo potere ad un soggetto tecnico come l'Apsp mentre la comunità di valle dovrebbe avere più peso nella definizione delle scelte politiche; per quanto riguarda il sistema case di riposo occorre garantire il massimo radicamento possibile sul territorio, con la comunità presente “dentro” la struttura; infine bisogna garantire spazi importanti al Terzo Settore.

 

 

Dopo aver valutato tutte le opzioni possibili, alla fine, ha proseguito Zeni, abbiamo scelto una soluzione capace di assicurare l'equilibrio tra tutti i soggetti coinvolti, introducendo “l'agenzia per gli anziani”, punto unico di riferimento per la famiglia. Giuridicamente, ha precisato l’assessore, l’agenzia per gli anziani continua ad essere una Apsp.

 

“Ma rispetto alla nostra proposta iniziale – ha distinto – quella che presentiamo ora prevede che la comunità di valle e i Comuni diventino maggiormente protagonisti. Innanzitutto trasferendo alle comunità di valle i 132 milioni di euro che la Provincia destina ora alle Apsp. Sulla base di queste risorse e di quelle già possedute per gli altri servizi rivolti agli anziani, le comunità di valle “costruiranno” il budget per l'Apsp di valle in due modi nominando i cda dell'agenzia degli anziani i cui componenti saranno designati dai Comuni, e definendo politiche locali coerenti con quelle fornite dalla Provincia sugli standard di qualità del servizio.

 

Con questo sistema avremo in ciascuno dei 16 territori una agenzia per gli anziani nella quale confluiranno competenze professionali diverse perché funga da sportello di riferimento unico per le famiglie. Le agenzie potranno decidere di prestare all'anziano un intervento flessibile alle sue esigenze sia attivando servizi domiciliari sia con il ricorso alle case di riposo. Inoltre le agenzie dovranno collaborare con gli altri enti locali per delineare le politiche alle quali finalizzare il budget, decidendo ad esempio se investire di più sul domiciliare, o sul co-housing, o su strutture di sollievo o altro.

 

Zeni ha evidenziato di aver già previsto, sulla base delle osservazioni raccolte negli incontri avuti finora, alcuni correttivi alla riforma: vi sarà un organismo interno alla casa di riposo per garantire il confronto con la parte tecnica della struttura e il cda; inoltre sarà garantita la permanenza del patrimonio e dei lasciti alla comunità di origine.

 

Infine il Terzo Settore. Secondo l’assessore con questa riforma le nuove agenzie non dovranno diventare anche i soggetti erogatori di pasti a domicilio e co-housing. Il ruolo del Terzo Settore sarà valorizzato nella gestione di un’ampia gamma di servizi e anche nel contribuire alla progettazione di interventi che rispondano alle esigenze del territorio. Per questo le Agenzie saranno affiancate da un soggetto consultivo che rappresenti anche il Terzo Settore a livello territoriale, perché indichi i bisogni a livello locale e dia indicazioni per riorientare gli interventi.

 

Zeni ha preannunciato la possibilità di introdurre anche altri correttivi soprattutto per favorire ancor più il collegamento tra le agenzie e le famiglie multiproblematiche. Tuttavia, ha osservato, “con questo disegno andiamo a decentrare potere sul territorio, e potremo man mano adattare il sistema per cercare di rispondere il più possibile ai bisogni delle famiglie”. L’assessore ha infine invitato i consiglieri a “non concentrare l’attenzione né soprattutto sulle Rsa né sul tema risparmi, perché – ha sottolineato – il tavolo ha già superato la preoccupazione per questo obiettivo”.

 

Infine per quanto riguarda l'iter della riforma, l'assessore ha ricordato che “il confronto iniziato a maggio è stato molto ampio, con centinaia di interlocutori sentiti sul territorio, le cui osservazioni sono state raccolte e in parte recepire cercando di trovare con questa proposta un equilibrio. E non ha mancato di citare i momenti di confronto con la maggioranza, da cui la proposta di riforma ha ottenuto il via libera, con l’Upipa, le comunità di valle e le organizzazioni sindacali.

 

“Ora – ha concluso – dovremo esplicitare meglio soprattutto i rapporti tra i vari soggetti della riforma. Questo modello indica un'impostazione – ha sottolineato – per cui passare all'attuazione richiederà altri approfondimenti”. Zeni ha preannunciato per questo l’immediata attivazione di un “tavolo tecnico, dove i vari interlocutori dovranno chiarire meglio chi fa cosa. E definire anche dal punto di vista concreto come dovrà funzionare il sistema".

 

 

 

 

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