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Da Godard a Pasolini, alle serre del parco storico di Levico una lezione di cinema d'eccezione firmata dalla Piccola Libreria

L'appuntamento per tutti gli appassionati della Settima arte è sabato 3 dicembre alle 15: l'ultima iniziativa dell'anno firmata dalla Piccola libreria è una lezione di cinema d'eccezione con il professor Antonio Costa e la regista Katia Bernardi

Pubblicato il - 01 dicembre 2022 - 17:22

LEVICO TERME. Una grande lezione di cinema alle serre del parco storico di Levico Terme: è questa l'ultima iniziativa culturale dell'anno firmata dalla Piccola Libreria, che sabato 3 dicembre ospiterà alle 15 il professore Antonio Costa e la regista Katia Bernardi. L'evento, organizzato in collaborazione con il Trento Film Festival nell'ambito della giornata Fbk "Il senso impervio: vette e abissi dell'interpretazione estrema", è dedicato a tutti gli appassionati della Settima arte che vogliano "ascoltare" un po' di storia del cinema dalla viva voce di uno dei suoi massimi studiosi

 

Il supercritico e storico cinematografico Antonio Costa infatti ha insegnato ad amare il cinema, anche quello muto, a migliaia di studenti, prima in qualità di direttore di dipartimento al Dams quindi allo Iuav e all'estero, dirigendo dottorati, master e progetti speciali. Con la sua ex allieva Katia Bernardi, oggi regista di successo (ricordiamo Le Funne, la biopic di Susanna Tamaro, la serie DMax Falegnami d’alta quota…) condurrà i partecipanti nella esplorazione delle relazioni tra cinema e arti visive, idealmente collocate all'incrocio dei tre spazi analizzati da Éric Rohmer: pittorico, architettonico e filmico.

 

Nel corso del pomeriggio verrà presentata una carrellata degli autori che meglio illustrano questi scambi: da Godard a Pasolini, da Tarkovskij a Greenaway, da Visconti a Lynch, da Antonioni a Hitchcock, da Fellini a Paolo Sorrentino. La lezione partirà dalla riedizione, a distanza di 20 anni, del saggio “Il cinema e le arti visive”. Il professor Antonio Costa ha scritto numerosi saggi che mettono in relazione il cinema alle arti, alla letteratura, all’analisi dell’oggetto filmico (“la mela di Cézanne e l’accendino di Hitchcock”), finanche alla relazione tra cinema e ombra, ovvero l’altro volto del visibile. Libri che, specialmente nel caso degli ultimi citati, pubblicati nella piccola biblioteca Einaudi, risentono dell’influenza di Godard e del suo sistematico mescolamento tra le arti.

 

"Ognuno di noi - commenta Katia Bernardi - annovera persone fondamentali nella propria vita, persone che hanno indirizzato la professione e il modo di guardare alle cose: io le conto sul palmo di una mano. Tra queste ci sono mio padre e quindi subito dopo il professor Costa. Nel 1998 mi laureai al Dams, quaranta gradi all’ombra, Antonio Costa in toga, fui la prima laureata a proiettare un corto dedicato ai Piccoli Maestri di Meneghello. In un’epoca dove tutto si muove troppo velocemente sento che il tempo che ho trascorso con lui è quello giusto, quello della moviola, del lento procedere. La vita è come ballare la quadriglia, ci sono persone che tornano e con cui si balla sempre meglio, con la stessa deferenza e gioia ma in forme diverse. Antonio Costa è tra questi".

 

Raccontando il suo percorso con Costa, Bernardi ricorda: "Con lui ho fatto la mia tesi di laurea (l'argomento era 'dal soggetto al film') sui Piccoli Maestri. Ho fatto la tesi ma anche il backstage del film, che abbiamo proiettato tra i primi nel '98 al Dams a Bologna in sessione di laurea. Col “backstage” della tesi ho vinto una telecamera in un festival internazionale di backstage (e da lì ho poi iniziato a fare le riprese) e con la tesi di laurea scritta-teorica abbiamo vinto due premi con Antonio (uno relativo alle migliori tesi di cinema europee e un premio “Filippo Sacchi” del sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici italiani). Questa cosa ci ha molto unito, andai da Antonio dicendo che mi sarebbe piaciuto continuare a studiare cinema, nel '98 però i posti di dottorato erano pochissimi, ed il professore mi ha detto: “Hai già la telecamere in mano, vai”. A 24 anni quindi andai a Roma e grazie a lui feci un primo tirocinio alla Filmaster, dove ho incontrato grandi registi come Muccino o Lucchetti. Mi aveva anche indirizzato a tenere delle lezioni di cinema nei corsi del fondo sociale europeo: da lì è partita la mia strada (da Roma a Milano fino a Bolzano, Torino e Trento) ma in tempi alterni ci siamo sempre sentiti, scritti, rivisti. Gli ho sempre mandato sceneggiature e film da vedere in anteprima. Ricordo come fosse ieri la sua prima lezione al cinema Lumière a Bologna, sulle avanguardie storiche: lì ho capito che quello era il mondo che volevo esplorare".

 

"Il parco di Levico - aggiunge Fabrizio Fronza, curatore del Parco storico che in questi giorni ospita i suggestivi mercatini di Natale - nasce come luogo di benessere ed è inserito in una rete di parchi con valenza storica e principi condivisi di gestione. Ospitando la lezione di cinema del professor Antonio Costa nelle accoglienti serre del parco conferma la propria vocazione a luogo di benessere e di promotore attivo di iniziative - accuratamente selezionate - a forte valenza culturale". 

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