Il misterioso e affascinante racconto di Franz Kafka "Il cacciatore Gracco" ambientato sulle acque del lago di Garda: serata di lettura e presentazione al Forte di Nago
Domenica 20 ottobre alle 17 l'appuntamento al Forte superiore di Nago, all'interno della mostra “Immagini di parole” organizzata da “Amici dell’Arte” di Riva del Garda

RIVA DEL GARDA. Franz Kafka raggiunse Riva la prima volta nel settembre del 1909 per una breve e piuttosto serena vacanza con i fratelli Max e Otto Brod. Le tracce dei giorni trascorsi sulla sponda nord del Garda sono evidenti e parlano chiaro. “Kafka, mio fratello Otto ed io passammo le più belle ore contemplative nel piccolo stabilimento balneare sotto la strada del Ponale, ai Bagni della Madonnina”, sono le parole di Max.
La seconda volta siamo nel 1913 e il clima è cambiato per lo scrittore. È solo e angosciato. L’impiegato diligente che di giorno redige accurati verbali, quando è notte cambia tavolo e cambia mondo, è narratore.
Ha già pubblicato il primo capitolo di un romanzo intitolato Il fuochista e ha già negli appunti la metamorfosi dell’uomo insetto. Si è fidanzato con Felice Bauer ma non nasconde di essere terrorizzato all’idea della vita matrimoniale e all’idea di sottrarre tempo alla scrittura.
A Riva alloggia al rinomato Sanatorium Von Hartungen, clinica naturopatica che tra i suoi frequentatori, perlopiù affetti dal male del tempo, la neurastenia, annovera i fratelli Heinrich e Thomas Mann.
Ma le rive del Garda, tanto agognate, non lo tradiranno. Al tavolo della colazione la sua vicina è G.W., “una piccola svizzera dall'aspetto italiano e dalla voce scura”, con la quale s'instaura una speciale, affettuosa e mai dimenticata, complicità.
C’è poi un terzo viaggio, è virtuale, ed è Franco Rella in una pubblicazione del Museo civico rivano del 1980 (ora Mag), a sostenere che la breve e intensa storia della navigazione del Cacciatore Gracco e del suo approdo nel vecchio porto di Riva del Garda, può essere considerata come il terzo viaggio di Kafka verso il fiordo gardesano. È la vicenda del “non morto” che naviga sopra una barca che entra leggera nel porticciolo di Riva, come librata sull’acqua. Racconto che è tra i più misteriosi e affascinanti dello scrittore praghese.
Nell’ambito della mostra “Immagini di parole” organizzata da “Amici dell’Arte” di Riva presso il Forte superiore di Nago, si presenta il racconto nella traduzione di Franco Farina, pubblicata dalle edizioni “Isenzatregua” per Centenario di Kafka. Domenica 20 ottobre, alle 17. Lettura e presentazione a cura di Marina Bonometti, Franco Farina, Paolo D. Malvinni. Ingresso libero e gratuito.
















