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Scappo a teatro-famiglie porta nel proprio menù la “Zuppa di sasso” dell’Accademia Perduta/Romagna Teatri

Il lavoro di Danilo Conti e Antonella Piroli porta in scena una storia attuale, che celebra la convivialità come momento di aggregazione. Lo spettacolo nella programmazione del Centro servizi culturali Santa Chiara realizzata con il Coordinamento Teatrale Trentino

Pubblicato il - 17 febbraio 2024 - 15:39

ROVERETO. Il calendario di Scappo a teatro Famiglie prosegue con Zuppa di Sasso, racconto di Danilo Conti (interprete sul palco) e Antonella Piroli. Una proposta dell'Accademia Perduta/Romagna Teatri in scena all'Auditorium Melotti di Rovereto alle 16 di domenica 18 febbraio. L'appuntamento dedicato al teatro ragazzi rientra nella programmazione del Centro servizi culturali S. Chiara, realizzata con il Coordinamento Teatrale Trentino (che si avvale della consulenza artistica di Giovanna Palmieri).

 

Una storia attuale, che celebra la convivialità come momento di aggregazione e che spiega ai bambini quanto il cibo possa trasformarsi in un collante sociale. La fiaba a cui è ispirato lo spettacolo si perde nelle trame del tessuto popolare fitto di storie, racconti, aneddoti. Risale ad epoche in cui giramondo, vagabondi, soldati reduci da battaglie campali che tentavano di ritornare a casa, di solito a piedi e senza risorse, incontravano gli abitanti di villaggi sul loro percorso. Stranieri, sconosciuti che chiedevano ospitalità e ristoro e che alle volte con qualche espediente sapevano conquistare la fiducia degli abitanti dei luoghi che attraversavano, risvegliando in questi ultimi sentimenti e sensazioni dimenticate o sopite.

 

La storia della Minestra di sasso, fonte di ispirazione dello spettacolo, trasversale a diverse culture fiabesche, narra appunto di uno di questi viandanti che raggiunge un villaggio e non trova ospitalità per la paura e la diffidenza degli abitanti. Solamente attraverso un espediente riuscirà a saziarsi. Improvvisa un fuoco nella piazza del paese e, dopo aver chiesto in prestito una pentola, mette a bollire un sasso di fiume. La curiosità prende il sopravvento sulla diffidenza e ben presto tutti gli abitanti del posto desiderano aggiungere qualcosa, chi il sale, chi una verdura, all'ingrediente segreto che bolle in pentola e in alcuni casi la fiaba termina con una festa a cui partecipano tutti allegramente, in altri invece, la minestra se la mangia solamente l'improvvisato cuoco.

 

In tutte le versioni della storia c'è però un denominatore comune: il viandante, così come è apparso se ne va, senza dare spiegazioni, senza dire chi sia. Semplicemente riprende il suo viaggio e scompare anche se lascia una profonda traccia del suo passaggio.

 

In versioni più contemporanee il posto dei personaggi umani viene preso da animali che simboleggiano differenti psicologie e attitudini: un vecchio lupo, ormai non più cacciatore, poi, galline, maiali, pecore, capre, cavalli, asini, cani, portano a turno vari ingredienti e infine si ritrovano attorno ad un camino in un convivio festoso.

 

Anche in questa versione il lupo vagabondo se ne andrà portando via il suo sasso. Non è infatti tanto nella figura del protagonista, umano o animale che sia, da ricercare il significato o la morale della storia, quanto in quello che questa figura è in grado di lasciare nei personaggi che restano. Ne sono trasformati, riscoprono sentimenti di unione, amicizia, felicità, leggerezza, che avevano dimenticato, abbandonato. La diffidenza verso gli altri, il sospetto, la paura, lasciano il posto alla apertura degli animi, a sentimenti veri attraverso un gioco di illusione come quello del sasso. L'attore attraverso l'utilizzo di oggetti e maschere interpreterà i differenti personaggi e li condurrà verso la festosa cena finale.

 

I biglietti non numerati al prezzo di 6 euro, con una riduzione a 4 euro per i bambini tra i 3 e i 14 anni e per i possessori di Euregio Family Pass, acquistabili sulla piattaforma del Centro servizi culturali Santa Chiara (Qui info). Gratuità per gli under 3 e oltre il terzo figlio.

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