Trento "capitale del sax": e c’è anche un museo unico nel suo genere, con 35 pezzi di storia della musica. “Emozionante, non solo per gli esperti”
Attilio Berni porta il “suo” Museo del Saxofono di Fiumicino a Trento nelle giornate del Congresso Europeo dedicato allo strumento musicale inventato nell’Ottocento da Adolphe Sax. Alla Fondazione Caritro esposti, tra il 17 e il 20 luglio, 35 tra i più pregiati pezzi della collezione romana

TRENTO. Note di grande musica internazionale in questi giorni per le strade di Trento, che ospita i 6 giorni di Congresso Europeo del Saxofono.
Un evento che propone un ricco calendario tra masterclass, conferenze, mostre, concerti ospitati nelle sale più prestigiose della città e che coinvolge saxofonisti acclamati a livello internazionale, ensemble e orchestre.
Una manifestazione che vuole coinvolgere chi ama questo strumento ma anche tutta la cittadinanza e chi vuole avvicinarsi a questo mondo che unisce passioni musicali, storia e cultura.
Un mix che conosce bene Attilio Berni, direttore nonché vera e propria “anima” del Museo del Saxofono di Fiumicino, l’unico nel panorama internazionale dedicato a questo strumento e che ospita la più grande collezione del mondo di saxofoni.
“Siamo orgogliosi – ha commentato Berni a Il Dolomiti – di poter essere parte di questo grande evento a Trento: saremo in ‘trasferta’ con ben 35 tra i pezzi più pregiati della nostra collezione. Il museo custodisce preziosi e rari strumenti musicali: dal piccolissimo soprillo di 32 centimetri fino al gigantesco contrabasso di 2 metri. E ancora veri e propri pezzi di storia della musica e del cinema con gli strumenti appartenuti a leggende come Sonny Rollins e Tex Beneke”.
Il Museo troverà spazio a Trento tra il 17 e il 20 luglio alla Fondazione Caritro di via Calepina in pieno centro città.
Dal 2019 la collezione di Berni si è trasformata in un verso e proprio museo, riconosciuto da Stato e Regione e che mette in mostra più di 10.000 oggetti: “E siamo spesso coinvolti in festival ed appuntamenti internazionali. Dopo Trento andremo in Germania e poi addirittura negli Emirati Arabi. La grande varietà rende il pubblico molto interessato e coinvolto: non è insomma una mostra solo per esperti e specialisti, ma per tutti i curiosi”.














