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Cisl Fp: ''Contrari al passaggio della competenza fiscale alla Provincia, irricevibili le proposte altoatesine riguardo Inps e Inail''

Dopo alcune valutazioni della Giunta precedente e un tema rilanciato in campagna elettorale da Giorgio Tonini, la pista del passaggio delle competenze fiscali al Trentino sembra essersi raffreddata. Ma se il presidente Maurizio Fugatti prende tempo e non considera questo tema tra le priorità, in Alto Adige il governatore Arno Komaptscher sembra intenzionato a percorrere questa strada fino in fondo

Pubblicato il - 11 gennaio 2019 - 19:56

TRENTO. "Non abbassiamo la guardia e restiamo decisamente contrari nel merito del passaggio delle competenze in materia fiscale a Trentino e Alto Adige, irricevibili le proposte altoatesine riguardo Inps e Inail", queste le parole di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, che aggiunge: "Proseguiamo in modo coerente il percorso intrapreso in questi anni".

 

Dopo alcune valutazioni della Giunta precedente e un tema rilanciato in campagna elettorale da Giorgio Tonini, la pista del passaggio delle competenze fiscali al Trentino sembra essersi raffreddata. Ma se il presidente Maurizio Fugatti prende tempo e non considera questo tema tra le priorità, in Alto Adige il governatore Arno Komaptscher sembra intenzionato a percorrere questa strada fino in fondo.

 

"Apprezziamo - prosegue il segretario della Cisl Fp - questa intenzione di Fugatti di compiere un passo indietro per capire meglio, ma non possiamo che ribadire la contrarietà a questa ipotesi. Chiediamo un incontro per togliere definitivamente dall'ordine del giorno questa tematica. Siamo invece preoccupati per quanto avviene in Alto Adige, dove Kompatscher vuole cercare di espandere la propria influenza sulla Regione".

 

Le idee del sindacato sono sempre state chiare: l'intenzione deve essere quella di contrastare l'evasione fiscale. "Questo è il campo di battaglia - evidenzia Pallanch - sicuramente non quello di prendere in capo la gestione tributaria". 

 

Un "No" simile a quello già pronunciato nel 2016 e nell'autunno scorso, quando sul tavolo c'era la proposta di delega per le agenzie fiscali alla Provincia di Trento della gestione della lotta all'evasione. In sintesi le parti sindacali, oggi come due anni fa, sostengono la necessità che la Provincia desista nel portare avanti questo piano: "Non può garantire di essere super partes - commenta Pallanch - l'amministrazione deve rafforzare il supporto allo Stato per implementare i presidi di legalità, così come il sostegno di altre strutture del territorio che non devono essere chiuse o ridimensionate".

 

In via Degasperi suona più di un campanello d'allarme per un possibile conflitto d'interessi. "In tempi non sospetti - spiega il segretario - abbiamo ampiamente dimostrato all’amministrazione uscente l’impraticabilità tecnica di questo eventuale provvedimento. E' evidente il cortocircuito se il soggetto pubblico diventa contemporaneamente controllato e controllore: un vero e proprio pasticcio istituzionale e amministrativo, che causerebbe incertezza e confusione tra le competenze delegate e quelle escluse: il rischio di contenzioso tra amministrazioni locali e statale, tra contribuenti e amministrazioni è troppo alto. I problemi sono altri".

 

Un altra criticità è legata al caos organizzativo nel settore della Giustizia in Regione. "Kompatscher dovrebbe pensare al caos organizzativo che ha prodotto, al conflitto di interessi tra ministeriali e ente locale la scarsa capacità nel rafforzare gli organici e valorizzare il personale, senza dimenticare - prosegue Pallanch - che è irricevibile la proposta di provincializzazione dei servizi Inps e Inail. A questo si aggiungono le lacune legate agli aspetti di sicurezza sul lavoro".

 

La richiesta del sindacato è quella di rinforzare gli organici della pubblica amministrazione. "L'age-managment è tra le nostre priorità e la manovra era stata inserita nella finanziaria - dice il segretario della Cisl Fp - ma tra studi dei fabbisogni, lentezza e burocrazia, i tempi si sono allungati".

 

Nel mirino, infatti, l'età media molto alta del personale pubblico, il precariato, il blocco del turn-over e l'assenza di ricambio generazionale. "E' necessario - aggiunge il sindacato - immettere energia nella pubblica amministrazione per mantenere l'attuale standard di qualità. E' evidente la sofferenza in determinati servizi, alcuni dei quali rischiano di finire in difficoltà".

 

Decisioni che quindi non possono più essere rimandate. "E' tardi, serve attuare dei piani - conclude Pallanch - per un settore che da sempre necessità di maggiori attenzioni tra assunzioni e il compito di vigilare sul processo di stabilizzazione  in linea generale. Anzi, bisognerebbe ampliare il numero anche alla luce dell’ondata dei pensionamenti. Queste sono le priorità che la nuova Giunta ritroverà sul tavolo. Necessario affrettarne i tempi".

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