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In Trentino 1 lavoratore su 5 è assunto da cooperative

Presentato a Roma il rapporto Istat-Euricse che mostra quanto siano importanti le realtà del terzo settore. Sul piano economico ''consegnano'' alla nostra provincia un valore aggiunto di circa mezzo miliardo di euro

Pubblicato il - 25 gennaio 2019 - 12:27

TRENTO. Un dipendente su cinque, in Trentino, è assunto da una cooperativa e il valore aggiunto stimato proveniente dalle 522 coop trentine al sistema è di 534 milioni di euro. Sono solo alcuni dei dati presentati questa mattina a Roma estrapolati dal Rapporto Istat-Euricse dedicato a ''Struttura, profili economici e prospettive delle cooperative in Italia''. Ed è così che emerge con plastica efficacia quanto sia importante questo settore per il mondo del lavoro e del sociale soprattuto per la nostra provincia (dove tra l'altro esistono le cooperative più longeve d'Italia: oltre il 40% ha più di 30 anni).

 

Per cogliere l’importanza della cooperazione all’interno delle economie regionali si può considerare il rapporto tra valore aggiunto delle cooperative e quello delle altre imprese. Ebbene, l’Emilia Romagna si colloca al primo posto della graduatoria con una quota pari al 10,4%, seguita da Umbria (9,4%), Provincia di Trento (7,6%) e Sardegna (7,3%). 

 

La distribuzione del valore aggiunto secondo la regione delinea una maggiore capacità di produrre ricchezza delle cooperative residenti al Nord, che rappresentano il 36,2% del totale ma producono il 64,1% del valore aggiunto complessivo. In particolare, le cooperative dell’Emilia Romagna, pur essendo il 7,1% del totale, contribuiscono per il 22,6% al valore aggiunto, con una media di 1,5 milioni di euro per cooperativa; anche quelle della provincia di Trento realizzano un valore aggiunto medio per cooperativa di poco superiore al milione di euro.

 

 

Le differenze territoriali emerse nell’analisi del valore aggiunto si confermano anche nella distribuzione territoriale delle posizioni lavorative. I livelli di occupazione sono più elevati nelle regioni del Nord, in particolare in Lombardia ed Emilia Romagna dove, sempre nel 2015, si concentrano il 19,1% e il 18,2% dei dipendenti, ma anche nel Lazio (10,8%). L’Emilia Romagna è inoltre la regione in cui è maggiore la dimensione media della cooperativa per numero di dipendenti (49), seguono Friuli Venezia Giulia (38), Provincia di Trento (37) e Veneto (35).

 

Come per il valore aggiunto, dal rapporto tra il numero di dipendenti delle cooperative e quello delle imprese si evince l’apporto occupazionale della cooperazione all’interno delle economie regionali. Ne risulta che il contributo della cooperazione è molto consistente in Emilia Romagna e Provincia di Trento, dove circa un dipendente su cinque è impiegato da una cooperativa. 

 

Nel 2015, base statistica da cui sono stati elaborati i dati, le 59.027 cooperative risultate attive in Italia – pari all’1,3% delle imprese attive sul territorio nazionale –– hanno occupato, in termini di posizioni lavorative in media annua, poco più di 1,1 milioni addetti (dipendenti e indipendenti), 33 mila lavoratori esterni e 10 mila lavoratori in somministrazione, pari al 7,1% dell’occupazione totale delle imprese. Queste cooperative, al netto delle cooperative del settore finanziario e assicurativo, hanno generato un valore aggiunto di 28,6 miliardi di euro, pari al 4% del valore aggiunto delle imprese (sempre escludendo le imprese del credito e assicurazioni).

 

 

 

 

 

 

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