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Provincia, Federazione e sindacati d'accordo per rilanciare i lavori socialmente utili ma serve un emendamento al Decreto dignità

L'obiettivo dell'accordo è quello di tutelare e rilanciare la specificità di questo strumento, nei confronti in particolare di quanto previsto dal Decreto dignità varato dal governo, che pone dei limiti all’utilizzo del contratto a tempo determinato e di fatto rischia di impedire il rinnovo di numerosi contratti

Pubblicato il - 04 marzo 2019 - 21:54

TRENTO. Intesa trovata tra la Provincia, le parti sociali Cgil, Cisl e Uil e la Federazione trentina della cooperazione in materia di lavori socialmente utili, cioè Progettone e Intervento 19, strumenti che coinvolgono rispettivamente circa 1.700 e oltre 2 mila lavoratori.

 

"Il nostro obiettivo - dice l’assessore Achille Spinelli – è sempre quello di favorire il reinserimento lavorativo di tutti coloro che possono accedere a un nuovo impiego, soprattutto dopo un adeguato periodo di formazione o riqualificazione".

 

L'obiettivo dell'accordo è quello di tutelare e rilanciare la specificità di questo strumento, che come noto caratterizza da tempo l’insieme delle politiche del lavoro in Trentino, nei confronti in particolare di quanto previsto dal Decreto dignità varato dal governo, che pone dei limiti all’utilizzo del contratto a tempo determinato e di fatto rischia di impedire il rinnovo di numerosi contratti.

 

Per questo motivo, il protocollo prevede che la Provincia autonoma si impegni in sede nazionale al fine di ottenere – attraverso un emendamento al Decreto dignità – un riconoscimento della bontà del sistema trentino dei lavori socialmente utili.

 

"Tutto questo nel contesto più generale delle politiche provinciali orientate allo sviluppo e alla creazione di nuovi posti di lavoro. Ci sono però situazioni per le quali lo strumento dei lavori socialmente utili mantiene intatta la sua efficacia", evidenzia l'assessore, che aggiunge: "E' necessario ricalibrare periodicamente il mix di politiche attive e passive del lavoro. Ma se non potessimo procedere a rinnovare i contratti a tempo determinato, le alternative non potrebbero che essere la fuoriuscita dal sistema degli aventi diritto, socialmente non accettabile, o la loro assunzione con contratti a tempo indeterminato, il che finirebbe con l’irrigidire in maniera inaccettabile lo strumento".

 

Sono principalmente cinque gli impegni nell'accordo tra amministrazione provinciale, Federcoop e sindacati: puntare prioritariamente sulla crescita del tessuto economico e sulla creazione posti di lavoro sul mercato del lavoro "ordinario", ma anche a bilanciare le politiche attive passive del lavoro. In particolare le parti si impegnano a tener conto nella destinazione delle risorse provinciali a questi strumenti anche della fase del ciclo economico e dell’andamento del marcato del lavoro.

 

A questo si aggiunge la necessità di ribadire l'importanza dei lavori socialmente utili per l'attività che viene svolta a servizio delle comunità locali e dei cittadini, quindi la giunta provinciale si impegna a tutelare le specificità del sistema trentino anche in sede nazionale: l’obiettivo non è creare precarietà, ma incentivare il turn-over e il reinserimento nel mondo del lavoro dei soggetti coinvolti.

 

L'intenzione è poi quella di proseguire nell'utilizzo del metodo concertativo come quale via preferenziale per le relazioni sindacali all’interno del comparto, anche in riferimento alla partenza della trattativa per rinnovare il contratto

 

Contestualmente alla firma di questo accordo le parti hanno siglato anche il rinnovo dei contratti relativi ai lavoratori considerati "stagionali" nel comparto Intervento 19 e del Progettone, L’accordo in questione sostituisce i precedenti accordi rispettivamente dell’aprile 2013 e del dicembre 2014 e si applica alle assunzioni a termine effettuate a decorrere dalla data della stipulazione.

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