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Coronavirus, Confesercenti: ''Prolungamento lockdown costerà 10 miliardi di fatturato. Se non si riapre in tanti chiuderanno per sempre''

La presidente di Confesercenti dell'Alto Adige Patrizia De Luise ha deciso di prendere carta e penna e scrivere al Presidente del Consiglio Conte. "Gli imprenditori sono delusi e preoccupati e in tanti stanno ancora attendendo gli aiuti"

Di gf - 28 aprile 2020 - 09:59

BOLZANO. Dopo le prese di posizione forti dell'Svp e del governatore altoatesino Kompatscher in merito alla cosiddetta “Fase 2” descritta dal Governo (QUI L'ARTICOLO), forti critiche arrivano anche dal mondo imprenditoriale che ha vissuto come “una doccia gelata ed una fortissima delusione” il protrarsi della chiusura per moltissime attività che si stavano già preparando a implementare al dettaglio tutti i protocolli di sicurezza per riprendere gradualmente il lavoro.

 

Attività che, tra l'altro, ancora aspettano di fruire delle misure di sostegno di marzo, dal bonus all’accesso al credito agevolato. “Gli imprenditori sono delusi e preoccupati", ha scritto la presidente di Confesercenti Patrizia De Luise al Presidente del Consiglio Conte.

 

"Quasi un mese di ulteriore rinvio per le attività commerciali ed addirittura di più per ristoranti, bar e servizi alla persona, vuol dire aggravare ulteriormente la situazione economica, con il rischio concreto che molte attività chiudano per sempre. Inoltre, mancano del tutto risposte per il comparto turistico, le cui attività sono ancora in uno stato di profonda incertezza, senza fatturato e senza prospettive per il futuro" ha continuano la presidente sottolineando il fatto che le attività commerciali, artigianali e di servizio di vicinato, così come i mercati ambulanti, rappresentano un punto di riferimento sicuro, proprio perché di prossimità, e possono riaprire in tutta sicurezza, rispettando i protocolli che abbiamo condiviso e sottoscritto. Il prolungamento, spiega in una nota Confesercenti, costerà alle attività  altri 10 miliardi di euro a livello nazionale e milioni di euro anche in Alto Adige e altrettanti in Trentino.

 

Lo stop è ancora più grave”, commenta De Luise, “se si considera che a tutt’oggi gli imprenditori non hanno alcuna certezza rispetto agli aiuti annunciati, pure a fondo perduto, che dovrebbero essere emanati in settimana. Anche i provvedimenti già varati non stanno funzionando come auspicato: in molti casi, le imprese ancora aspettano di fruire delle misure di sostegno, dal bonus all’accesso al credito agevolato. Gli 800 euro promessi sono importanti, ma non sufficienti. Vogliamo ridare vitalità e futuro alle nostre attività e restituire il lavoro ai nostri dipendenti. Senza consumi interni, e senza le nostre imprese, è impensabile rilanciare l'economia. Così si fa un grande regalo all'online, che trasferisce ricchezza e risorse all'estero”.

 

Le attività si dicono pronte a ripartire. “Noi siamo pronti a far ripartire le attività commerciali – spiega la presidente di Confesercenti dell'Alto Adige - già dal 4 di maggio. La possibilità delle vendite d’asporto è positiva: ma anche ristoranti, bar e servizi alla persona possono organizzarsi in totale sicurezza per riaprire prima. La cosa che le imprese oggi ci chiedono è solo una: riaprire al più presto. Dobbiamo trovare delle soluzioni per coniugare salute e ripartenza, altrimenti l’emergenza sanitaria diventerà una catastrofe economica paragonabile ad una guerra”.

 

La richiesta, rivolta al presidente Conte, è quella anche di un incontro “per discutere la riapertura anticipata e dare certezze alle imprese dimenticate da questo DPCM”.

 

Qui la lettera scritta al presidente Conte

 

 

 

 

 

 

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