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Coronavirus, in bar e ristoranti è allarme occupazione. Per il 71,3% bilancio negativo sulle riaperture

L'indagine fatta su un campione di 320 piccole imprese in Trentino. Peterlana: ''Nei mesi di luglio e agosto con i lavoratori che si ritroveranno senza soldi come si dovranno comportare? Chiediamo un intervento della Provincia per garantire una prosecuzione della cassa integrazione''

Pubblicato il - 07 giugno 2020 - 17:16

TRENTO. Non sono poche le difficoltà che stanno affrontando i pubblici esercizi che hanno deciso di riaprire in questa crisi durissima. Una situazione che mette realmente a rischio intere realtà e l'occupazione.

 

A lanciare l'allarme è Massimiliano Peterlana, presidente di Fiepet Confesercenti del Trentino. In un'indagine fatta su un campione di 320 piccole imprese, tra ristoranti e bar, il 71,3% fa un bilancio negativo o molto negativo di queste prime settimane di apertura. Bene invece per quanto riguarda i clienti e il rispetto delle regole: l'igiene delle mani (saldo 70,3%), seguito dall’uso della mascherina (saldo 64,2%). Un po’ meno c'è attenzione al distanziamento sociale (62,2%).  L'invito per i cittadini rimane quello di collaborare al rispetto delle regole. 

 

Ciò che ci preoccupa maggiormente - commenta Massimiliano Peterlana, presidente di Fiepet Confesercenti del Trentino - sono i dati che interessano il mercato del lavoro. Le imprese, con i fatturati in calo e in forte contrazione, avranno difficoltà a garantire il rientro della forza lavoro dalla cassa integrazione. E’ assolutamente necessario intervenire per tutelare le imprese e l’occupazione, rendendo immediatamente disponibili i ristori a fondo perduto, la liquidità agevolata e le risorse per la cassa integrazione”. 

 

Il decreto Rilancio, spiega Confesercenti, ha esteso di ulteriore 9 settimane la cassa integrazione con causale Covid, portandola a un totale di 18 settimane non continuative perché, nella migliore delle ipotesi, la cassa potrà essere richiesta solo da settembre. “Rimane un buco – spiega ancora Peterlana - nei mesi di luglio e agosto con i lavoratori che si ritroveranno senza soldi.  Come si dovranno comportare? Chiediamo un intervento della Provincia per garantire una prosecuzione della cassa integrazione per i mesi scoperti dalla normativa attuale. I dipendenti non possono utilizzare gli ammortizzatori sociali in quanto i licenziamenti sono ancora bloccati”. 

 

Da mettere in evidenza anche le richieste delle piccole imprese a conduzione familiare. “Gli imprenditori - conclude Peterlana - ci chiedono di semplificare e rendere più flessibile il lavoro. La ripresa sarà graduale, alle imprese occorrono strumenti flessibili. Vanno eliminati anche i costi dei contratti a termine e reintrodotti i voucher, almeno per i settori maggiormente colpiti”.

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