Coronavirus, in bar e ristoranti è allarme occupazione. Per il 71,3% bilancio negativo sulle riaperture
L'indagine fatta su un campione di 320 piccole imprese in Trentino. Peterlana: ''Nei mesi di luglio e agosto con i lavoratori che si ritroveranno senza soldi come si dovranno comportare? Chiediamo un intervento della Provincia per garantire una prosecuzione della cassa integrazione''

TRENTO. Non sono poche le difficoltà che stanno affrontando i pubblici esercizi che hanno deciso di riaprire in questa crisi durissima. Una situazione che mette realmente a rischio intere realtà e l'occupazione.
A lanciare l'allarme è Massimiliano Peterlana, presidente di Fiepet Confesercenti del Trentino. In un'indagine fatta su un campione di 320 piccole imprese, tra ristoranti e bar, il 71,3% fa un bilancio negativo o molto negativo di queste prime settimane di apertura. Bene invece per quanto riguarda i clienti e il rispetto delle regole: l'igiene delle mani (saldo 70,3%), seguito dall’uso della mascherina (saldo 64,2%). Un po’ meno c'è attenzione al distanziamento sociale (62,2%). L'invito per i cittadini rimane quello di collaborare al rispetto delle regole.
“Ciò che ci preoccupa maggiormente - commenta Massimiliano Peterlana, presidente di Fiepet Confesercenti del Trentino - sono i dati che interessano il mercato del lavoro. Le imprese, con i fatturati in calo e in forte contrazione, avranno difficoltà a garantire il rientro della forza lavoro dalla cassa integrazione. E’ assolutamente necessario intervenire per tutelare le imprese e l’occupazione, rendendo immediatamente disponibili i ristori a fondo perduto, la liquidità agevolata e le risorse per la cassa integrazione”.
Il decreto Rilancio, spiega Confesercenti, ha esteso di ulteriore 9 settimane la cassa integrazione con causale Covid, portandola a un totale di 18 settimane non continuative perché, nella migliore delle ipotesi, la cassa potrà essere richiesta solo da settembre. “Rimane un buco – spiega ancora Peterlana - nei mesi di luglio e agosto con i lavoratori che si ritroveranno senza soldi. Come si dovranno comportare? Chiediamo un intervento della Provincia per garantire una prosecuzione della cassa integrazione per i mesi scoperti dalla normativa attuale. I dipendenti non possono utilizzare gli ammortizzatori sociali in quanto i licenziamenti sono ancora bloccati”.
Da mettere in evidenza anche le richieste delle piccole imprese a conduzione familiare. “Gli imprenditori - conclude Peterlana - ci chiedono di semplificare e rendere più flessibile il lavoro. La ripresa sarà graduale, alle imprese occorrono strumenti flessibili. Vanno eliminati anche i costi dei contratti a termine e reintrodotti i voucher, almeno per i settori maggiormente colpiti”.












