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| 25 giu 2020 | 17:20

Coronavirus, la Cisl Fp: ''La scelta unilaterale della Provincia ha penalizzato un'ampia platea di operatori in prima linea nell'epidemia Covid-19''

Alcuni lavoratori e lavoratrici del comparto sanitario e non si sono visti accreditare in busta paga il bonus. Pallanch: "Siamo contenti per i lavoratori che hanno ricevuto il bonus ma la Provincia è riuscita a tener fede solo  in parte a quanto stanziato nelle altre regioni e concordato con criteri condivisi e soprattutto trasparenti con il sindacato"

Coronavirus, la Cisl Fp: La scelta unilaterale della Provincia ha penalizzato un'ampia platea di operatori in prima linea
di Redazione

TRENTO. "Eroi a metà. Adesso che la fase più acuta dell'emergenza coronavirus è superata, gli Angeli servono meno e quindi vengono premiati solo in parte", questo il commento di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, dopo che alcuni lavoratori e lavoratrici del comparto sanitario e non si sono visti accreditare in busta paga il bonus.

 

"Siamo contenti per i lavoratori che hanno ricevuto il bonus ma la Provincia è riuscita a tener fede solo  in parte a quanto stanziato nelle altre regioni e concordato con criteri condivisi e soprattutto trasparenti con il sindacato", dice Pallanch, che aggiunge: "Serve un passo in più con il resto delle risorse, implementandole perché non sufficienti".

 

Il sindacato di via Degasperi chiede però di aprire un confronto per chiudere il cerchio. "La scelta unilaterale di piazza Dante - aggiunge Pallanch - ha penalizzato un'ampia platea di operatori in prima linea nell'epidemia Covid-19. E' alto il malessere per questo modo di procedere parziale e discriminatorio. La Provincia deve saper valorizzare tutte le figure impegnate nel corso di questo periodo complicato".

 

Si rende necessario aprire un tavolo negoziale. "Ci sono ancora tante questioni aperte, che sarebbero già state risolte se la Giunta Fugatti avesse avuto l'umiltà di dialogare con le parti sociali. Sono attualmente escluse tantissime unità della sanità pubblica, delle Apsp, delle case di cura e tutti quei professionisti del sistema socio-assistenziale che si sono spesi a ciclo continuo. Non vorremmo che passata la fase più difficile dell'emergenza, la Provincia si dimentichi di queste persone insostituibili", conclude Pallanch.

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