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| 03 set 2020 | 10:09

Scontrini falsi al cliente e manodopera irregolare, evasione da oltre 3 milioni di euro nella ristorazione

I dipendenti erano stati regolarizzati per sole 2/4 ore giornaliere ma, effettivamente, ne lavoravano dalle 10 alle 12. La Finanza ha provveduto ad un sequestro preventivo, pari al profitto del reato, pari a circa 1.200.000 euro

Scontrini falsi al cliente e manodopera irregolare, evasione da oltre 3 milioni di euro nella ristorazione
di Redazione

RIVA. Non hanno dichiarato al fisco dal 2015 al 2019 quasi 3,5 milioni di euro e nelle proprie attività impiegavano manodopera irregolare. Assumevano con contratti che prevedevano un orario di lavoro ben inferiore rispetto a quello che realmente erano sottoposti i dipendenti. “Preconto”, è questo il nome dell’articolata operazione di polizia economico finanziaria che ha permesso ai Finanzieri della Tenenza di Riva del Garda di eseguire un sequestro preventivo pari a circa 1.200.000 euro nei confronti degli appartenenti ad una “associazione per delinquere”, operante nel settore della ristorazione, finalizzata alla commissione dei reati di dichiarazione dei redditi fraudolenta ed auto-riciclaggio.

 

Le indagini hanno permesso di scoprire che veniva usato un software gestionale per comande che consentiva di “cancellare fiscalmente” le ordinazioni ricevute e di consegnare al cliente un documento “preconto”, solo materialmente analogo a quello fiscale. E' proprio grazie questo sistema fraudolento che i sodali sono riusciti a omettere di dichiarare al fisco oltre 3 milioni di euro.

 

I finanzieri, grazie alle video-riprese, hanno anche scoperto come gli indagati impiegavano nelle attività manodopera irregolare. Nello specifico, venivano stipulati contratti di lavoro con i propri dipendenti per una durata inferiore rispetto agli effettivi orari svolti, con la corresponsione di una parte dello stipendio in nero, attraverso dei pagamenti “fuori busta” che non erano oggetto delle previste ritenute fiscali ed assistenziali: in diversi casi, infatti, i dipendenti erano stati regolarizzati per sole 2/4 ore giornaliere ma, effettivamente, ne lavoravano dalle 10 alle 12.

 

Le attività d’indagine, condotte dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Riva del Garda, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Rovereto, hanno permesso di scoprire, inoltre, che i soggetti coinvolti si sono avvalsi anche dello “schermo” di società di comodo e di prestanome nella gestione dell’attività di ristorazione, al fine di sottrarsi alle responsabilità di carattere fiscale e penale.

 

Infatti, per evitare di far ricadere l’effettiva gestione in capo ai reali responsabili e, di conseguenza, nell’asse societario sono stati inseriti, soggetti prestanome come ad esempio l’aiuto cuoco del ristorante, il quale risultava quale socio di maggioranza con quasi il 90% delle quote sociali o il cuoco a cui era stata fittiziamente assegnata la rappresentanza legale della società.

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