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Seconde case, Fugatti vuole modificare la legge Gilmozzi. Critiche dagli Albergatori: ''Serve qualità e non quantità, la Provincia si fermi''

L'Unione Albergatori del Trentino spiega: "Non si torni indietro sulla legge Gilmozzi". Secondo i dati citati dall'Unat il Trentino ha una sproporzione notevole nei posti letto: circa 92 mila sono quelli disponibili negli alberghi, nelle strutture extra-alberghiere sono 76 mila e negli alloggi privati e seconde case, invece, sono 310 mila

Pubblicato il - 23 luglio 2020 - 20:32

TRENTO. Modificare la legge sulle seconde case per incentivare la creazione di alloggi per vacanza. E' questa l'intenzione della Giunta provinciale che vorrebbe cambiare la legge Gilmozzi togliendo alcuni vincoli. La legge ad oggi in vigore prevede infatti che non si possa cambiare la destinazione d'uso in seconda casa di un edificio residenziale per non arrivare ad un aumento dei prezzi.

 

A criticare la norma sono gli albergatori trentini. “Questo – spiegano - non è un modello di sviluppo che condividiamo: c’è bisogno di qualità e non quantità” spiegano dall’Unat - Unione Albergatori del Trentino che boccia l’ipotesi di 'sospendere' la legge Gilmozzi sulle seconde case, prevista in un emendamento del governatore Fugatti al disegno di legge sull’assestamento di bilancio.
 

La normativa che Fugatti vorrebbe introdurre, infatti, pur limitandosi al patrimonio immobiliare esistente “ci riporta indietro di anni” spiegano gli Albergatori. “Ci riporta ad una concezione di sviluppo turistico che non condividiamo: non è aumentando i posti letto che aiutiamo il Trentino a crescere, bensì accrescendo la redditività. E questo si fa con il miglioramento delle strutture ricettive, con l’introduzione di nuovi servizi, con una promozione verso specifici mercati” continuano.

 

Secondo i dati citati dall'Unat il Trentino ha una sproporzione notevole nei posti letto: circa 92 mila sono quelli disponibili negli alberghi, nelle strutture extra-alberghiere sono 76 mila e negli alloggi privati e seconde case sono 310 mila. In Alto Adige, un territorio che ha un’offerta turistica territoriale analoga alla nostra, questa proporzione è rovesciata e il numero dei posti letto del settore alberghiero è nettamente superiore a quelli degli alloggi privati.

 

“Anche se il provvedimento sembra riguardare soltanto l’esistente – ha concluso il vicepresidente Enzo Bassetti - crediamo sia sbagliato tornare indietro e sospendere la legge. È proprio questo, invece, il momento di investire sulla redditività e sulla qualità: il rischio, altrimenti, è mettere ulteriormente in difficoltà quella vasta fascia intermedia della nostra offerta alberghiera, quella che si colloca al di sotto dei 4 stelle superior e al di sopra degli esercizi ad 1 o 2 stelle”.

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