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Accordo su personale amministrativo sanità/provincia, Fenalt e Cgil non firmano: "Solo 55 persone avvantaggiate su 6.500 dipendenti"

Panebianco (Fenalt): E' assolutamente scandalosa poiché in una contrattazione che riguarda tutto il personale della sanità si ipotecano i risparmi per pochi apicali, soldi che invece dovrebbero andare a rimpinguare le indennità proprio di quei lavoratori che fanno turnistica”

Pubblicato il - 21 giugno 2017 - 19:07

TRENTO. L'accordo in discussione in Apran oggi pomeriggio si colloca all'interno del Contratto della sanità, della modifica della Lp. 7 del 1997 che avvia il processo di omogeneizzazione del personale amministrativo della sanità con quello della Provincia e infine della recente riorganizzazione dell'Azienda sanitaria.

 

Proprio per questa riorganizzazione la Provincia ha ritenuto necessario trasformare le Posizioni Organizzative Amministrative in Direttori d'ufficio. Promotori e poi firmatari di questo accordo sono stati Nursing up, Uil e Cisl.

 

“Come Fenalt – spiega però Paolo Panebianco - abbiamo ritenuto di non firmare non perché contro qualcuno ma perché non sono stati accolte le nostre proposte di dare a tutti la possibilità di concorrere a questa posizione e soprattutto di legare la parte economica di queste figure all'apertura del tavolo tecnico sull'omogeneizzazione di tutto il personale tecnico amministrativo”.

 

Di fatto adesso solo 55 persone passeranno in un inquadramento simile a quello della Provincia con un aumento annuale medio di 5000 euro. “Per queste posizioni organizzative verranno messi a disposizione 700.000 euro il restante personale amministrativo rimarrà col cerino in mano”.

 

“La nostra richiesta di discutere la parte economica assieme al destino di tutti gli altri lavoratori amministrativi era da considerarsi come uno sprone per poter iniziare un percorso che altrimenti temiamo non partirà mai. La cosa più paradossale è che nella precedente contrattazione Nursing up e Uil hanno fatto una feroce campagna contro di noi asserendo che volevamo rubare i soldi ai sanitari a beneficio degli amministrativi, bene ora senza colpo ferire gli stessi sindacati staccano un assegno per 55 persone amministrative in barba ai 6.500 dipendenti della Sanità”.

 

Tanto per capire, 700.000 euro netti sono anche i soldi che rimangono da destinarsi per le indennità di tutti i dipendenti, e la differenza del numero dei dipendenti a parità di cifra destinata salta subito agli occhi. Nursing up ha chiesto che tale trattamento venga riservato anche alle Posizioni organizzative dei sanitari ma non essendoci la copertura ha richiesto che per fare ciò vengano utilizzati i risparmi aziendali”.

 

“La cosa – afferma Panebianco - è assolutamente scandalosa poiché in una contrattazione che riguarda tutto il personale della sanità si ipotecano i risparmi per pochi apicali, soldi che invece dovrebbero andare a rimpinguare le indennità proprio di quei lavoratori che fanno turnistica”.

 

Con questo accordo perdono tutti - conclude - perdono gli amministrativi che rimangono al palo senza sapere quando e se inizierà il loro percorso, perdono i sanitari che grazie a Nursing up si vedranno togliere gli eventuali risparmi aziendali a favore di poche Posizioni Organizzative”.

 

Duro anche il commento della Cgil, l'altro sindacato che non ha messo la sua firma in calce all'accordo. “Completamente disattese – spiegano Gianna Colle e Giampaolo Mastrogiuseppe – le promesse sottoscritte da Rossi a novembre, che prevedeva l’omogeneizzazione del contratto a quello delle autonomie locali”.

 

“Nella stesura del documento c’è solo la progressione, di fatto, per 55 persone. Pochissime e il loro beneficio va probabilmente a discapito di quello degli altri, sia nell’immediato che nel futuro, perché c’è la possibilità che la controparte utilizzi risorse del contratto per finanziare questa operazione che così come è stata costruita diventa strutturale. Noi abbiamo ribadito che l'omogeneizzazione e la progressione - riqualificazione dovevano e devono interessare tutti”.

 

Colle e Mastrogiuseppe non risparmiano un commento sull’agire dei colleghi delle altre sigle: “A sottoscrivere il documento, oggi, sono state in primis le due organizzazioni che, a dicembre, avevano sbandierato il fatto che erano gli amministrativi che, attraverso l’azione di Cgil, volevano sottrarre soldi ai sanitari. Ci chiediamo quale coerenza abbiano quelle dichiarazioni con le azioni di oggi che, invece, vanno proprio a beneficio di una ristrettissima cerchia di personale amministrativo”.

 

La Cgil parla di “ennesima presa in giro per dipendenti che quotidianamente si prodigano per offrire con le loro competenze, ampliate e migliorate il più delle volte più con spirito di abnegazione che non grazie a corsi di formazione proposti e forniti dall'Apss”.

 

“È dal 1997 – concludono i due sindacalisti - che si parla di armonizzazione e omogeneizzazione; ora che abbiamo chiesto e non abbiamo ottenuto l'apertura immediata di un tavolo parallelo siamo stufi e riteniamo assolutamente insufficiente quanto proposto e sottoscritto”.

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