Contenuto sponsorizzato

Scuola, la Uil attacca: "Poca trasparenza nell’assegnazione degli incarichi di dirigente. Se la Provincia mettesse un decimo delle risorse per Folgarida, saremmo quasi a posto col precariato"

Non solo le nomine dei dirigenti scolastici, sono tante le criticità evidenziate da Pietro Di Fiore e Lucia Vinti tra contratto, graduatorie e 'valutazione' dei docenti. Uil: "Il presidente? Nicchia. Rimanda tutto al prossimo anno che ci saranno le elezioni provinciali. Speriamo di non dover attendere fino al cambio di Giunta"

Di Luca Andreazza - 04 agosto 2017 - 15:58

TRENTO. "Sono tanti i nodi critici del comparto scolastico in Trentino, dalla movimentazione dei dirigenti scolastici al contratto di categoria, dalla valutazione dei docenti alle graduatorie. Nella terra dell'Autonomia, propria l'autonomia scolastica evidenziano grandi criticità", queste le parole di Pietro Di Fiore, segretario di Uil scuola, "Abbiamo - aggiunge - una grande nostalgia della Sovrintendenza, che avrà avuti problemi di lungaggini burocratiche, ma non lasciava spazio al 'clientelismo' al quale assistiamo oggi".

 

Il 31 luglio scorso, la Giunta provinciale delibera in merito all'affidamento degli incarichi dirigenziali per l’anno scolastico 2017/2018. "Ancora una volta - sottolinea Di Fiore - la Scuola pubblica ha dovuto assistere all’utilizzo dell’antico e diffuso criterio della discrezionalità delle scelte, spesso in contrasto con i criteri concertati con le Organizzazioni sindacali. Il fatto che la discrezionalità non sia stata adoperata in modo prevalente, comunque non può rassicurare".

 

Un comparto quello della scuola che tra sentenze dei Tribunali (Qui articolo) e dubbi rispetto alla finanziaria sembra in continuo affanno (Qui articolo). 

 

Sotto la lente d'ingrandimento alcune nomine e decisioni poco trasparenti che minano la tutela della libertà di insegnamento: "Il diritto del Dirigente scolastico, un dirigente 'provinciale' ha specifiche e delicatissime competenze. I criteri fissati dalla Provincia vengono scavalcati proprio dal presidente Ugo Rossi e dalla Giunta provinciale. Un sistema 'clientelare' che non ci lascia tranquilli".

 

E il piano del sindacato è quello di organizzare già a settembre diverse assemblee informative per denunciare le tante criticità. "Non tutte le scelte sono sbagliate e non si contestano gli spostamenti - aggiunge il segretario - ma la modalità. Il Trentino è un territorio piccolo e certe situazioni balzano immediatamente all'occhio. All'istituto di Avio rileviamo un nuovo dirigente, mentre il Russell a Cles finisce in 'reggenza' e forse si sarebbe dovuto agire all'incontrario".

 

Ma non è l'unico caso. "A Mezzolombardo e Mezzocorona abbiamo altre 'reggenze' e le lettere dei sindaci sono rimaste lì - evidenzia Di Fiore - senza dimenticare alcuni spostamenti 'annunciati', ma che rappresentano delle forzature politiche, come quello da Rovereto all'Istituto Buonarroti di Riva del Garda oppure da Cavalese a quello Cavalese-Predazzo. Questi sono solo alcuni esempi. Movimentazioni a base politica, senza motivazioni scritte. Fermo restando che i dirigenti scolastici per primi devono essere tutelati nella loro libertà di scelta, in questo modo si rischia un pericoloso cortocircuito e un ordine di comando nel quale poi a pagare è sempre il lato più debole. Adesso basta, i contratti vanno rispettati".

 

Si passa quindi alla valutazione dei docenti. "Un'altra nota dolente - spiega Lucia Vinti -. Questa materia è controversa e delicata. Un tema che affrontiamo dal 2008 per la sua complessità. Non esiste un sistema di valutazione in questo campo in grado di rendicontare il lavoro svolto dai docenti. I parametri sono anche in questo caso discrezionali e difficilmente attuabili".

 

Una bozza di sistema presentato sempre a fine luglio e che lascia interdetti i sindacati: "Un piano - dice la Uil - che dovrebbe prevedere una valutazione collettiva della squadra docenti. Siamo lontani anni luce da una Scuola in grado di valorizzare il personale attraverso il lavoro di qualità per implementare l'offerta formativa".

 

La Provincia ha messo in campo per i 'docenti meritevoli' circa 2 milioni di euro sul bilancio 2017 e 2018. L'amministrazione ha inoltre già costituito un comitato: "Ma all'interno - comunica Vinti - non si trova nessun docente e le linee guida sono abbastanza confuse e discrezionali. In questi giorni approfondiremo il documento per fare una contro-proposta, anche prendendo in esame le consolidate esperienze europee". 

 

Un altro nodo è quello delle risorse e il pensiero corre veloce all'operazione della Provincia per 'salvare' le funivie di Folgarida Marilleva (Qui articolo): "Se l'amministrazione - spiega Di Fiore - intervenisse con un decimo delle risorse messe in campo per l'assest funiviario si risolverebbero tutti i problemi relativi alle graduatorie. Ma qui i soldi vengono destinati solo alla scuola privata".

 

Altro capitolo è quello del contratto collettivo: "L'unico settore - dice - per il quale l'accordo non è ancora stato rinnovato. Anzi anche in questo non vengono rispettate le norme, come nel caso del part-time: tanti i docenti si sono visti rifiutare la richiesta. Contrattualmente questa quota è prevista per il 25% del corpo e le ore sono declinabili a seconda della materia d'insegnamento e delle necessità dell'istituto".

 

Ma non c'è solo questo sul tavolo. "Un'altra questione irrisolta - interviene Lucia Vinti - è quella del precariato storico. E' necessario ristabilire il doppio canale per le immissioni in ruolo. Da un lato quello sacrosanto delle graduatorie, ma dall'altro bisogna anche tener conto del precariato e dei docenti che lavorano anche da quindici anni".

 

Questi docenti, 830 unità per la precisione, in molti casi si sono dovuti abilitare per sostenere il concorso e non raggiungere l'esito sperato. "Alcuni - commenta Vinti - hanno fatto enormi sacrifici. Dopo decenni di insegnamento hanno pagato di tasca propria anche 3 mila euro per iscriversi all'Università, seguire corsi e formarsi ulteriormente, il tutto mentre continuavano l'attività professionale per poi vedersi respinti per come sono concepiti i concorsi che inevitabilmente favoriscono i più giovani e freschi di studio. Eppure basterebbe guardare fino a Bolzano, dove riescono a valorizzare entrambe le componenti in modo giusto e non discrezionale".

 

Sistemi delle graduatorie che inoltre non funzionerebbero a dovere: "La Provincia - ammette Di Fiore - cambia le regole in corsa e la piattaforma segue i criteri nazionali, che però sono notevolmente diverse rispetto a quanto dettato dalle leggi autonome del Trentino e i ricorsi arrivano come se piovesse. Anche qui la soluzione ci sarebbe, baserebbe interpellare Informatica trentina per progettare un sistema che possa perlomeno ridurre le criticità".

 

E il presidente Ugo Rossi? "Nicchia - conclude Di Fiore - dice che queste criticità sono condivisibili, ma che intanto si va avanti e poi il prossimo anno si vedrà. Magari nel 2018, che è l’anno delle elezioni provinciali, e speriamo di non dover attendere il cambio della giunta".

 

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 25 febbraio 2021
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

26 febbraio - 12:36

Continua a correre il contagio da Coronavirus in Alto Adige. Sono 350 le persone risultate positive nelle ultime 24 ore. Ancora pesante il bilancio dei decessi. Con gli ultimi 7 il numero di vittime in questa seconda fase sale a 730

26 febbraio - 11:01

In Trentino Alto Adige la relazione della Dia fa riferimento a soggetti riconducibili alla criminalità mafiosa che mantengono un basso profilo al fine di sviluppare le proprie attività, principalmente incentrate sul reimpiego di capitali in attività lecite. L'’operatività di affiliati alla ‘ndrangheta è emersa in Trentino e in Alto Adige già a partire dagli anni ‘70

25 febbraio - 17:05

Ha aperto solo da due mesi ma la Silvia Biasioli Pâtisserie ha già conquistato il cuore di tantissimi amanti dei dolci. La proprietaria, da cui il nome del negozio, è una trentina di 33 anni che ha scelto di mettere da parte la laurea in ingegneria per seguire la sua passione. "In un attimo si è sparsa la voce e ho avuto la fila fuori dal negozio. A Natale ho sfornato 900 panettoni"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato