Caro vetro, acqua Levico e Surgiva ammortizzano i costi grazie alla filosofia 'green' dei vuoti a rendere: "Scelte sostenibili che oggi giocano a nostro favore"
I rincari sui prezzi di vetro, alluminio, carta e utenze sono ormai noti: a costituire fonte di "sollievo" per alcune aziende, scelte sostenibili come i vuoti a rendere, che consentono non soltanto di tutelare l'ambiente ma anche di ammortizzare esorbitanti costi

TRENTO. Il prezzo del vetro è salito e probabilmente continuerà a farlo. Di ciò, ne sono consapevoli soprattutto quelle aziende che per confezionare i propri prodotti si affidano a questa (sempre più onerosa) materia prima. Fra i molti, è il caso anche di produttori come acqua Levico e Surgiva che, grazie a una filosofia da sempre 'green', ammortizzano (per quanto possibile) esorbitanti costi attraverso i "vuoti a rendere".
“È una situazione complicata, ma che parte da un chiaro dato di fatto – racconta a Il Dolomiti Mauro Franzoni, presidente Levico acque – i produttori di vetro, così come quelli dei tappi in alluminio, in quanto aziende energivore subiscono direttamente (e in maniera importante) i rincari di energia e gas, che si riflettono poi sul prezzo del prodotto che noi utilizziamo - spiega - dell'aumento dei costi, quindi, ne stiamo indubbiamente risentendo, giacché utilizziamo soltanto bottiglie di vetro".
Una realtà che sta interessando tutte le aziende che utilizzano questo tipo di materiale, gravoso peso (dato dai costi) che si fa più lieve per quelle che riutilizzano i packaging: "Il 96% delle nostre bottiglie sono vuoti a rendere - dichiara Franzoni - questo significa che ogni bottiglia può essere riutilizzata fino a 30 volte". Una vera e propria filosofia che contraddistingue acqua Levico, abbracciata per tutelare l'ambiente e che "oggi si sta rivelando giocare a nostro favore", commenta. Problemi, quelli di spese esorbitanti, divenuti "gestibili grazie alle scelte sostenibili che abbiamo fatto".
A utilizzare "da sempre solo vetro" anche Surgiva, che lo fa non soltanto "guardando all’ambiente: scegliamo questo materiale perché consente inoltre di preservare la qualità dell’acqua al massimo - confessa Alessandro Lunelli, vicepresidente del marchio - in generale, il 90% delle nostre bottiglie sono vetro a rendere, scelta fatta per minimizzare la dispersione del materiale", aggiunge. Prezzi, quelli del vetro (e non solo), con un trend in salita "che hanno un impatto importante su quelli che sono i costi che dobbiamo sostenere: nel caso del "vetro a perdere", l'impatto è certamente altissimo, più basso invece nel caso di bottiglie che ci vengono restituite". Queste ultime, fonte di risparmio soltanto se "tornano in buone condizioni, altrimenti vanno sostituite", sottolinea.
L'aumento dei prezzi di vetro, carta, alluminio hanno così condotto a "ritoccare i nostri listini, senza tuttavia proporre aumenti esagerati: ad oggi, non riusciamo infatti a coprire le nostre spese effettive - ammette Lunelli - ciononostante, non volevamo mettere in ulteriore difficoltà i nostri clienti. In generale, possiamo dire che l'aver abbracciato una filosofia 'green' stia contribuendo a non rendere i costi oltremodo gravosi, ma questo non significa che i rincari non li stiamo subendo - conclude il vicepresidente Surgiva - staremo a vedere come andrà in futuro, anche se la situazione attuale non lascia ben sperare".












