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| 25 nov 2022 | 20:30

Trento, i sindacati chiedono di alzare le tasse sugli appartamenti sfitti: ''Bisogna spingere i proprietari a metterli a disposizione sul mercato''

La proposta è stata fatta nel corso dell'incontro tra il sindaco Franco Ianeselli e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti. Tra gli aspetti previsti nel bilancio di previsione 2023 anche alcuni aumenti tariffari del 5,4%

TRENTO. Si tengono gli alloggi sfitti? Allora le tasse da pagare devono aumentare. E' questa una delle richieste che è arrivata dai sindacati al sindaco di Trento, Franco Ianselli nel corso dell'incontro che si è tenuto nelle scorse ore per confrontarsi sul bilancio di previsione 2023. All'incontro erano presenti i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, hanno incontrato il sindaco che ha illustrato loro i contenuti della manovra.
 

I sindacati hanno posto l’accento sulla questione affitti e la revisione della normativa Imis prevista da un emendamento della Giunta alla prossima legge di stabilità. “Nessun taglio dell’Imis dovrà riguardare chi tiene gli alloggi sfitti – hanno spiegato i sindacati - anzi questa deve essere aumentata significativamente per spingere i proprietari a mettere a disposizione degli inquilini immobili oggi vuoti e inutilizzati”.

 

L’obiettivo della proposta sarebbe quello di incentivare l’immissione sul mercato di un numero maggiore di appartamenti e calmierare in qualche modo i costi degli affitti soprattutto attraverso il canone concordato. “Per questi – spiegano i sindacati - il Comune ha già previsto delle aliquote ridotte. In questo modo si va incontro ai bisogni delle famiglie e non si avvantaggia con un taglio delle tasse chi è già in una condizione di privilegio”.

 

Si dicono invece “perplessi” Cgil, Cisl e Uil sulla previsione di scontare l’Imis per gli alloggi turistici. “Un controsenso”, visto che questa tipologia di alloggi contribuisce a tenere alti i costi. Dunque la richiesta al Comune di Trento di farsi parte attiva anche nel sollecitare la Provincia per una modifica di questa previsione.

Cgil Cisl Uil hanno dunque preso atto della scelta del Comune di aumentare alcune tariffe, nidi e impianti sportivi, per una percentuale del 5,4%, pari cioè all’inflazione programmata, ma al di sotto dell’inflazione reale che in Trentino sfiora il 12%. Sui nidi il Comune conferma, comunque, il taglio delle tariffe dei nidi con una riduzione che per le famiglie arriva al 27% rispetto al recente passato.

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