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| 23 ago 2023 | 18:42

Alpinista precipita per 20 metri in un crepaccio, i soccorritori si calano per recuperarlo: le FOTO dell'intervento

L'alpinista, un uomo del '59 residente ad Arco, è stato successivamente elitrasportato all'ospedale di Cles: gli operatori del soccorso alpino sono intervenuti sul ghiaccio del Monte Vioz utilizzando il cavalletto Cevedale, uno strumento di frequente utilizzato proprio nei recuperi in crepaccio

Alpinista precipita per 20 metri in un crepaccio, i soccorritori si calano per recuperarlo: le FOTO dell'intervento

TRENTO. È stata un'operazione complicata quella che nella giornata di oggi (23 agosto) ha visto protagonisti gli operatori del Soccorso alpino e speleologico trentino sul Monte Vioz, dove un alpinista del '59, residente ad Arco, è precipitato per una ventina di metri all'interno di un crepaccio (Qui Articolo).


L'allarme è scattato attorno alle 11 e 30 nel gruppo dell'Ortles Cevedale: il 62enne si trovava tra la cima Vioz e il Palon de la Mare, a circa 3600 metri di quota, quando è sparito tra i ghiacci nell'attraversare una zona crepacciata. Poco lontano da lui, il compagno di cordata è fortunatamente riuscito a trattenere la caduta, terminata a circa 20 metri di profondità all'interno del crepaccio.



Lì l'alpinista, cosciente e senza traumi evidenti, è successivamente riuscito ad appoggiarsi ad uno sperone, che gli ha permesso di scaricare il peso dal suo compagno. Scongiurato però il peggio, a quel punto le squadre d'intervento si sono portate tempestivamente in quota per recuperare dalle profondità del ghiaccio l'uomo e riportarlo in superficie.


Subito il tecnico di elisoccorso, trasportato in quota dall'elicottero atterrato direttamente sulla superficie del ghiaccio, ha messo in sicurezza l'alpinista all'interno del crepaccio mentre il mezzo ha trasportato in quota altri soccorritori della stazione di Peio (insieme ai gestori dei rifugi Larcher e Vioz, anche loro componenti del Soccorso alpino) con la strumentazione specifica per le operazioni di recupero in crepaccio.

 

In particolare, grazie al supporto del cavalletto Cevedale, un treppiede, spiegano i soccorritori, costituito da tre tubi telescopici realizzati con una lega di derivazione aeronautica, gli operatori si sono assicurati per poi calarsi nel crepaccio fino a raggiungere l'alpinista bloccato, procedendo infine al recupero in superficie e al trasporto in ospedale a Cles.

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