Speleologa bloccata a 150 metri di profondità in una grotta: "Manovre complicate dalla pioggia nella notte"
Le operazioni proseguiranno anche nelle prossime ore: sono più di una sessantina gli speleologi impegnati nel recupero

FONTENO (BERGAMO). Sono ancora in corso le lunghe e difficili operazioni per salvare una 31enne ferita e bloccata a 150 metri di profondità all'interno della grotta "Bueno Fonteno" in provincia di Bergamo. Attività in corso da ieri che stano impegnando non soltanto il soccorso alpino della Lombardia ma anche squadre giunte da Veneto, Trentino, Emilia Romagna e Piemonte.
Scoperto nel 2006, l’abisso di Bueno Fonteno si trova nella zona carsica del Sebino, tra il lago d’Endine e quello di Iseo. E’ ancora tutto da esplorare. Resta quindi un mistero ancora da svelare e sul quale sta lavorando il gruppo di speleologi e di studiosi impegnati nel Progetto Sebino.
Si chiama Ottavia Piana l'esperta speleologa rimasta bloccata in una zona impervia di una grotta. La donna ha trascorso la notte assistita dai sanitari del Cnsas e dai tecnici di soccorso speleologico. Una zona con condizioni ambientali che rendono particolarmente complesse le manovre di recupero, anche a causa della pioggia caduta durante la notte che ha parzialmente interessato anche l'interno della grotta dove si trova la ragazza.
L'incremento della portata d'acqua sui salti verticali ha reso impraticabile la zona sopra il pozzo da 50 metri. Nelle scorse ore ha ripreso a piovere ma, assicurano i soccorritori, la progressione è in una zona meno interessata dallo scorrere dell’acqua. Le squadre stanno trasportando la barella lungo il meandro che precede i 'saltini' prima dell'uscita. Le condizioni della 31enne sono attualmente stabili: medico e infermiere sono costantemente in contatto con la barella.
Sono più di una sessantina gli speleologi impegnati nel recupero: le operazioni proseguiranno anche nelle prossime ore.














