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| 13 ago 2023 | 15:14

Tragedia in quota, i familiari lanciano l'allarme per il mancato rientro: 68enne trovato morto in un canale. È caduto ruzzolando per 150 metri

Il dramma nel Vicentino: i familiari avevano lanciato l'allarme ieri sera, verso le 21, per il mancato rientro di un escursionista di 68 anni diretto sul Brutto Buso. In piena notte i soccorritori hanno individuato il corpo senza vita dell'uomo mentre risalivano un canale

Tragedia in quota, i familiari lanciano l'allarme per il mancato rientro: 68enne trovato morto in un canale
Foto d'archivio

VICENZA. Ennesima tragedia in montagna: trovato senza vita il corpo di un escursionista diretto al Brutto Buso, nel Vicentino. I familiari dell'uomo, classe 1955, avevano lanciato l'allarme per il mancato rientro nella serata di ieri, attorno alle 21, e la Centrale aveva richiesto l'intervento del Soccorso alpino di Arsiero: il corpo del 68enne è stato ritrovato in piena notte da una squadra di soccorritori che stava risalendo un canale.

 

L'uomo, originario di Schio, come anticipato aveva lasciato detto ai familiari che sarebbe andato sul Brutto Buso, sopra località Griso (dove i carabinieri poi hanno ritrovato parcheggiata la sua auto), contattando la moglie in due diverse occasioni al cellulare: l'ultima a mezzogiorno, quando le aveva detto che era in cima e che, dopo aver mangiato qualcosa, sarebbe sceso (senza però specificare la strada).

 

Da allora il suo telefono non è più stato raggiungibile. Dopo la chiamata d'emergenza, 14 soccorritori, tra i quali un'infermiera, si sono suddivisi in squadre: una ha iniziato a risalire il canale, molto rischioso di notte, chiamando a voce l'uomo. Le altre si sono spostate a verificare possibili itinerari alternativi al rientro perché dalla cima, anche se molto difficile da raggiungere e individuare, si più arrivare a un sentiero Cai che poi si dirama.

 

Come detto, è stata proprio la squadra che stava risalendo il canale a trovare il corpo senza vita. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata imbarellata, calata per 200 metri fino al sentiero e da lì trasportata alla contrada per essere affidata al carro funebre, presenti anche i carabinieri. L'intervento si è concluso alle 3 e 30. Questa mattina (13 agosto) i soccorritori sono saliti nuovamente sul Brutto Buso per cercare e recuperare gli effetti personali dell'uomo e hanno rinvenuto lo zaino poco sotto la cima, aperto nel punto in cui l'uomo, non si sa se per un malore o se dopo aver perso l'equilibrio, è caduto ruzzolando per 150 metri.

 

“Facciamo presente – dice il Soccorso alpino e speleologico veneto – che sul Brutto Buso, spesso pubblicizzato senza opportune premesse, sono sì presenti manufatti della Prima guerra mondiale, ma non esiste più sentieristica, non ci sono indicazioni e segnali evidenti, è selvaggio, impervio e pericoloso e già una volta quest'anno i soccorritori erano intervenuti in aiuto di una persona”.

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