Travolti dalla frana, il corpo di Marilena è stato recuperato quello di Matteo resterà sotto le pietre: continuano i distacchi (VIDEO) e l'area è troppo pericolosa
La tragedia domenica scorsa quando i due giovani escursionisti stavano passando lungo un sentiero che è stato travolto dalla pietre sotto il rifugio Città di Busto

VAL FORMAZZA. Rimarrà lì il corpo di Matteo Barcellini, il 34enne coltivatore e allevatore morto domenica sotto una grossa frana staccatasi in Val Formazza mentre stava facendo un'escursione con l'amica, Marilena Bertoletti. Il corpo della ragazza, 31 anni di Nebbiuno, è stato recuperato dal Soccorso alpino nel tardo pomeriggio di lunedì dopo che era stato individuato nella tarda mattinata dello stesso giorno. Una squadra era riuscita a raggiungere il punto dove si trovava il cadavere della giovane, in elicottero ed è riuscita a portare a valle, al campo base di Riale, la salma.
Per Bercellini, invece, i tentativi di recupero sono stati interrotti. Continuano, infatti, ad esserci frane nella zona e il canale dove giace il corpo senza vita del giovane è ormai ricoperto da una spessa sassaiola. Qui il video di una frana avvenuta ieri. Come si può vedere chiaramente la parete che sovrasta il canale (ed anche il sentiero che l'attraversava) continua a sgretolarsi.
Il crollo di domenica è avvenuto poco sotto il rifugio Città di Busto in Piemonte in provincia di Verbano Cusio Ossola a quota 2.480 metri circa (Qui articolo). L’allarme che ha fatto partire le ricerche era stato dato da un escursionista che li aveva notati poco prima sul sentiero che per oltre 100 metri è stato poi investito da massi anche molto grandi distaccatisi dalla parete. Il sopraggiungere del buio e il proseguire di piccoli distacchi non ha permesso ai soccorritori di avvicinarsi alla frana domenica e così in serata le ricerche erano state sospese. Le attività sono riprese alle prime luci dell'alba di lunedì tra droni e unità cinofile si è riusciti ad individuare i corpi dei due giovani.
Avvistato dalle unità cinofile in un punto molto esposto a nuovi crolli il primo corpo è stato poi identificato dal sorvolo del drone le cui immagini avrebbero certificato che si trattava proprio di uno dei due scomparsi. A poca distanza, uno zaino, una giacca e altri oggetti che apparterrebbero all’altro persona. ''Ancora una volta le unità cinofile hanno dimostrato di essere una componente fondamentale per effettuare attività di ricerca in scenari complessi - il commento del soccorso alpino nazionale -. Le nostre unità sono sempre pronte a intervenire e per questo vengono regolarmente addestrate dalle scuole del nostro Corpo che si occupano del loro percorso formativo nel corso degli anni. Purtroppo, nonostante l'intervento immediato dei soccorritori, l'esito delle ricerche in val Formazza è stato drammatico: due giovani vittime''.


















