Lupi, il Tirolo accelera gli abbattimenti: “Cacciatori informati via sms, una sola predazione per autorizzare gli spari: così diminuiscono trasparenza e controllo”
L'associazione ambientalista Anca: "Mentre la procedura diventa più rapida per chi deve intervenire sul campo, diventa più difficile per chi è esterno al procedimento ricostruire chi abbia deciso cosa, sulla base di quali elementi e dopo quali verifiche"

TIROLO. Non è la prima volta che il Tirolo sale alla ribalta del dibattito internazionale sul tema della gestione dei grandi carnivori, e in particolare dei lupi: da anni il Land austriaco rappresenta uno dei casi più controversi dell’arco alpino, avendo progressivamente costruito un sistema normativo capace di aumentare significativamente il numero di esemplari abbattuti (qui l’articolo).
Ora quel sistema compie un altro (per molti preoccupante) passo in avanti: non più tardi dello scorso 24 agosto, è stato autorizzato l’abbattimento di un lupo ritenuto responsabile di alcune predazioni e i cacciatori ne sono stati informati attraverso dei messaggi sms.
Una novità che preoccupa le associazioni ambientaliste: lo conferma, parlando con il Dolomiti, anche Andrea Hagn, portavoce dell'Alleanza austriaca per la conservazione della natura (Anca). “Manca trasparenza, non c’è possibilità di controllo – spiega -; dal nostro punto di vista questa procedura viola l’Articolo 16 della Direttiva Habitat”.
1 APRILE 2026.
Facciamo un passo indietro: dall’1 aprile 2026 in Tirolo è entrata in vigore una piccola ma significativa modifica della legge sulla caccia. “È stata introdotta la nuova sezione 52b – racconta Hagn -, una norma che tra le altre cose prevede una procedura attraverso la quale i cacciatori possono essere informati direttamente tramite sms quando un lupo è stato autorizzato all'abbattimento”.
Una modalità che, secondo Anca, rischia di rendere la gestione degli animali più veloce, ma contemporaneamente meno trasparente e più difficile da sottoporre a controllo.
Non è tutto però: anzi, la modifica più significativa riguarda la soglia per poter definire un lupo “che causa danni”, o “problematico”.
“Con il nuovo sistema – spiega la portavoce di Anca – sono venuti meno alcuni dei requisiti quantitativi previsti in precedenza: si parla di casi in cui i lupi uccidono o feriscono gravemente bestiame protetto oppure non protetto ma che si trova in aree in cui non sia possibile farlo”.
La protezione efficace del bestiame contro il lupo si basa principalmente sull’uso combinato di recinzioni elettrificate e cani da guardiania: “Il requisito minimo precedente per far considerare un lupo ‘problematico’ prevedeva incidenti ripetuti nel tempo, la predazione di almeno 5 ovini, o un bovino. Tutto questo è stato rimosso e sostituito da ‘un singolo incidente verificato’. Questo dal nostro punto di vista crea una situazione in cui i lupi non hanno sostanzialmente possibilità di vivere nel territorio del Tirolo senza essere a rischio di abbattimento. Ci si sta spostando dalle rimozioni sotto la Direttiva Habitat che dovrebbero essere limitate a casi individuali ed eccezionali per arrivare a un sistema che invece rischia di facilitare, a nostro parere, uccisioni illegittime”.
Allo stesso tempo, è importante evidenziare che la nuova procedura, in ogni caso, non significa che ogni lupo che predi un animale possa essere abbattuto: “La sezione 52b stabilisce che le autorità devono verificare una serie di condizioni prima di autorizzare la rimozione. Tra queste, che si sia verificato effettivamente un ‘evento previsto dalla normativa’, che non esista un'altra soluzione ‘soddisfacente’ e che l'intervento sia compatibile con lo stato di conservazione della popolazione”.
Quest'ultimo elemento è particolarmente delicato. “Se lo stato di conservazione è sfavorevole, la rimozione non deve determinarne un ulteriore peggioramento né impedire il ritorno a una condizione favorevole”.
È proprio su questo terreno che si inserisce una delle contestazioni sollevate da Anca, che da mesi mette in discussione la modalità con cui l'Austria applica le deroghe alla tutela del lupo.
A luglio l'associazione, insieme a Io non ho paura del lupo, ha presentato un reclamo alla Commissione europea sulla gestione dei lupi in Austria, con particolare riferimento a Tirolo e Carinzia. Tra le questioni sottoposte a Bruxelles figurano proprio l'applicazione dell'articolo 16 della Direttiva Habitat, le valutazioni individuali degli animali, l'assenza di alternative non letali e la trasparenza delle procedure.
ECCO GLI SMS.
Torniamo così al caso del 24 agosto, quando un lupo in Tirolo è stato autorizzato all'abbattimento e i cacciatori sono stati informati attraverso il nuovo sistema di comunicazione via sms.
“A differenza del sistema precedente, in cui le autorizzazioni all'abbattimento erano contenute in provvedimenti individuali pubblicati attraverso i canali ufficiali, con il nuovo meccanismo non è invece disponibile alcuna corrispondente decisione pubblicata nel Ris, la banca dati ufficiale della legislazione austriaca”.
La conseguenza è un paradosso: mentre la procedura diventa più rapida per chi deve intervenire sul campo, diventa più difficile per chi è esterno al procedimento ricostruire chi abbia deciso cosa, sulla base di quali elementi e dopo quali verifiche.
E qui si finisce sul “classico” elemento sul quale le associazioni pongono l’accento: “Anche questa volta – spiega Hagn – si è autorizzato un abbattimento senza alcuna identificazione individuale dell’animale, ma sulla semplice base di un sospetto”.
“A nostro avviso – conclude la portavoce di Anca - la procedura basata sugli sms viola l’articolo 16 della Direttiva Habitat, poiché consente di autorizzare l’abbattimento di un lupo senza la necessaria valutazione individuale e senza dimostrare, in ogni singolo caso, che siano soddisfatte tutte le condizioni previste per una deroga”.
IL BILANCIO DEL LAND: “MENO PREDAZIONI CON PIÙ ABBATTIMENTI”.
Se le associazioni ambientaliste denunciano la riduzione di trasparenza e i rischi di abbattimenti illegittimi, dal Land peraltro proprio in questi giorni è arrivato un bilancio provvisorio dai toni assolutamente entusiastici.
Secondo quanto riportato dalle autorità e rilanciato dai media austriaci, nel periodo di riferimento di quest’anno gli animali da allevamento predati dai lupi sono scesi a 160, contro i 277 registrati nello stesso periodo del 2025.
E la spiegazione ufficiale punta soprattutto sull’applicazione più aggressiva delle norme di gestione: nel 2026 infatti sono già stati abbattuti 12 lupi, a fronte dei soli 2 dell’anno precedente.
Per Josef Hechenberger, presidente della Camera dell’Agricoltura del Tirolo, il provvedimento “sta dimostrando la sua efficacia”. Per la Camera dell’Agricoltura e l’Associazione dei pascoli alpini si tratta di un “sollievo tangibile” che ha almeno in parte alleviato le preoccupazioni di molti allevatori.
Ma questo risultato, per le associazioni ambientaliste, non è figlio di un nesso causale, ed arriva a un prezzo troppo alto in termini di tutele, trasparenza e rispetto della Direttiva Habitat.














