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29 agosto | 20:45

Un laccio emostatico di emergenza per rallentare l'emorragia, alpinista bloccato in parete salvato dal coraggio del compagno di cordata: complesso intervento dell'elicottero

Un intervento complesso, durato ore, ostacolato dalla scarsa visibilità per nuvolosità e pioggia, che ha impegnato una ventina di soccorritori

Un laccio emostatico di emergenza per rallentare l'emorragia
di Redazione

FORNI AVOLTRI. Un intervento complesso, durato ore, ostacolato dalla scarsa visibilità per nuvolosità e a tratti pioggia sulla Cima della Miniera, nel Gruppo Peralba-Avanza, Alpi Carniche, che ha impegnato una ventina di soccorritori

 

Questo quanto accaduto nella giornata di oggi, sabato 29 agosto: intorno alle 13.30 un alpinista carnico è rimasto accidentalmente ferito per il crollo di un pilastrino di roccia che gli ha procurato una forte emorragia ad una gamba.

 

L'alpinista arrampicava da primo di cordata sulla parete Sud di Cima della Miniera, sulla via Saf (alla quinta lunghezza) ad una quota di circa 2.200 metri ed era distante una ventina di metri dal secondo di cordata, che lo ha raggiunto con molta difficoltà per provare ad aiutarlo. I due hanno provato a creare un laccio emostatico per fermare l'emorragia dopo aver attivato i soccorsi.

 

La Sores ha attivato le stazioni di Forni Avoltri e di Sappada del Soccorso Alpino - affinché si provasse a raggiungere la montagna da due parti - la Guardia di Finanza, l'elisoccorso regionale con entrambi gli elicotteri, in due tempi diversi.

 

In un primo tempo il primo elicottero ha cercato di recuperare la persona ferita, ma la scarsa visibilità causata da nubi basse, ha impedito di farlo subito.

 

I due alpinisti si erano già preparati per rendere le operazioni di recupero il più immediate possibile e così, quando c'è stata una piccola apertura, l'elicottero è partito dal campo base a Pierabech e il tecnico di elisoccorso ha potuto prelevare la persona ferita intorno alle 15.30, dopo due ore dall'attivazione.

 

L'alpinista è stato portato al campo base, stabilizzato - sul posto anche due medici del Soccorso Alpino - e poi portato in ospedale a Udine.

 

Si è invece dovuto attendere fino alle 18.30 per recuperare il secondo alpinista.

 

Nel frattempo le squadre di terra si erano portate in quota, cercando di individuare una possibile linea di calata per raggiungerlo in parete. Finché han potuto si sono mossi sulla montagna senza corde, poi hanno dovuto allestire circa 200 metri di corde fisse, in preparazione dell'eventuale recupero senza elicottero, qualora questo non fosse riuscito a ridecollare e intervenire in parete. Dopo aver individuato la giusta linea perpendicolare, si sono poi calati lungo 150 metri in corda doppia verso il secondo alpinista, cercando di raggiungerlo. Poco dopo, l'apertura di uno squarcio tra le nubi ha permesso invece il suo recupero al volo con il secondo elicottero. Le squadre intervenute sono poi risalite lungo la parete e rientrate.

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