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Trento
26 giugno | 12:46

Neve e ghiaccio in quota, il racconto: "Sono tornata indietro era troppo pericoloso, ma c'era chi saliva e non sapeva dov'era e una ragazza anche col cagnolino"

Ha raggiunto il rifugio Passo Principe ma ha deciso di non proseguire, viste le condizioni in quota, un'escursionista che sui social ha raccontato la propria esperienza: "Abbiamo incontrato un gruppo che chiedeva informazioni perché il Passo Antermoia non sapeva neppure dove passasse. Una ragazza è andata su con un cagnolino. Io invece non ho voluto rischiare e sono tornata indietro"

Neve e ghiaccio in quota, il racconto: Sono tornata indietro era troppo pericoloso

TRENTO. Ha raggiunto il rifugio Passo Principe ma ha deciso di non proseguire oltre, viste le condizioni in quota, una escursionista che ha raccontato la propria esperienza all'associazione Rifugi del Trentino. Racconto che la realtà ha prontamente condiviso sui social attraverso un post, dimostrando quanto sia importante saper tornare sui propri passi (soprattutto quando si parla di montagna).

 

"Questa mattina - riferiscono dall'associazione - abbiamo raccolto attraverso i social la testimonianza di un'escursionista che ha rinunciato a salire il passo Antermoia in questi giorni". La zona risulta infatti al momento "pericolosa" (soprattutto se vi si approda non correttamente attrezzati o preparati) e l'invito è quello di "evitare di salire con le condizioni attuali il passo Antermoia per raggiungere l'altro versante. Ci sono state continue richieste di interventi di soccorso". 

 

A decidere di non percorre il Passo è stata per l'appunto una donna, che a Rifugi del Trentino ha rivelato: "Brava per essere tornata indietro ieri dal rifugio Passo Principe? Non mi ritengo un’escursionista abbastanza esperta, ma non credo che fossi io l'unica. Abbiamo incontrato un gruppo che chiedeva informazioni sul sentiero che sale verso il passo Antermoia perché non sapeva neppure dove passasse".

 

E prosegue: "Un'altra ragazza è andata su con un cagnolino al guinzaglio. Io, la montagna e chi ci lavora la rispetto perché la amo davvero. Soprattutto questa valle (la val di Fassa ndr) che frequento da quando ero ancora nella pancia. Non ho bisogno di forgiarmi su Instagram mettendo le foto di mete raggiunte mettendo in pericolo la propria vita e quella degli altri. Sarà per un'altra volta".

 

Una scelta saggia, quella dell'escursionista, che ha evitato di mettere in pericolo se stessa (ma anche i soccorritori nel caso in cui qualcosa fosse andato storto). Nel corso degli scorsi giorni, non a caso, in quota si sono susseguite continue richieste di aiuto. Fra queste, anche quella di "un signore, caduto mentre scendeva dal rifugio Re Alberto I: per recuperarlo è dovuto intervenire l’elisoccorso".

 

Risulta quindi importante valutare in primis le proprie capacità e anche dotarsi dell'attrezzatura necessaria per affrontare sentieri che, attualmente, in diverse zone si presentano ancora ricoperti di neve. 

 

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